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A che punto è il ddl sulla legittima difesa?

difesa-cane 25 agosto 2017

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - "Assegnato (non ancora iniziato l'esame)". È la dicitura che certifica lo stallo di un provvedimento. La pdl Legittima difesa, approvata lo scorso maggio alla Camera, è all'esame della Giustizia del Senato, dove però, come certifica la scheda del provvedimento sul sito di Palazzo Madama, non ha mai iniziato il proprio iter.

E già alla Camera il percorso della pdl non era stato facile. Nata come proposta della Lega (il leader Matteo Salvini ha rilanciato questo tema e quello dei vitalizi su un post sui social ieri) che del tema ha fatto bandiera e puntava a prevedere praticamente sempre la presunzione di legittima difesa, con la conseguenza di non aprire nemmeno le indagini, la pdl è stata trasformata radicalmente dal Pd. Che, oltre alla contrarietà delle opposizioni, ha dovuto cercare un compromesso con la maggioranza di Governo (forti le pressioni di Ap per allargare le maglie della normativa). E non solo. Dubbi sono stati espressi anche all'interno dello stesso partito, soprattutto dopo che nella normativa - come vedremo - è stata fatta una distinzione tra i casi avvenuti di giorno e quelli di notte. Decisione che ha fatto storcere il naso, e non poco, al segretario dem, Matteo Renzi.

Ma vediamo nel dettaglio cosa prevede la proposta di legge. In sostanza il provvedimento stabilisce che la difesa è legittima quando si reagisce a un'aggressione compiuta di notte in casa e quando c'è una risposta a un'introduzione nella propria abitazione. E ancora, si esclude la colpa quando l'errore di chi agisce in nome della legittima difesa è conseguenza del grave turbamento psichico per un pericolo attuale per la vita e per l'integrità fisica. Infine, le spese legali di chi affronta un processo per legittima difesa ed è dichiarato non punibile sono a carico dello Stato. Il risultato è quello di circoscrivere la discrezionalità del giudice chiamato a valutare il fatto.

LEGITTIMO DIFENDERSI DI NOTTE IN CASA (MA NON SOLO)

La modifica principale riguarda l'articolo 52 del Codice penale, quello specifico sulla legittima difesa. Al momento, l'articolo del Codice prevede, tra l'altro, che 'non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa'. A questo, con la pdl, si aggiunge che è considerata legittima difesa, 'la reazione a un'aggressione commessa in tempo di notte (in casa, perchè è richiamato l'articolo 614 del Codice, quello sulla violazione di domicilio, Ndr), nonchè la reazione a seguito dell'introduzione' in casa 'con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno'.

Rispetto alla normativa attuale, quindi, si definisce meglio la fattispecie. In questo modo limitando la discrezionalità del giudice.

RIMANE RAPPORTO PROPORZIONALITÀ

Le opposizioni avevano chiesto di presumere 'in ogni caso' il rapporto di proporzionalità e lo stato di attualità del pericolo. Su questo è arrivato lo stop da parte della Camera.

SE C'È TURBAMENTO GRAVE NON C'È COLPA

Un'altra modifica riguarda l'articolo 59 del Codice penale, quello sulle circostanze non conosciute o erroneamente supposte. In questo caso si allargano i casi rientranti tra quelli in cui la colpa è esclusa.

La pdl prevede che 'la colpa dell'agente è sempre esclusa quando l'errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione, in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l'integrità fisica, per la libertà personale'.



 SPESE LEGALI A CARICO STATO SE INNOCENTI

Altro punto cardine della pdl è la previsione delle spese legali a carico dello Stato in caso di archiviazione o assoluzione. Il provvedimento, infatti, stabilisce che 'l'onorario e le spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per aver commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità sono a carico dello Stato'. Per il 2017 è autorizzata la spesa di 295mila euro.

MA QUANTI CASI CI SONO?

In base ai dati forniti dal Governo nella relazione tecnica all'emendamento che ha 'coperto' le risorse per la difesa a carico dello Stato in caso di assoluzione o archiviazione, i casi di legittima difesa o stato di necessità pendenti al 2015 sono 123. (Public Policy) FRA

 

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