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Il governo ha abolito il finanziamento pubblico dei partiti

finanziamento 13 dicembre 2013

ROMA - (Public Policy) - "Avevo promesso ad aprile abolizione finanziamento pubblico partiti entro l'anno. L'ho confermato mercoledì. Ora in Cdm manteniamo la promessa". Lo scriveva su Twitter il premier Enrico Letta, prima dell'avvio del Cdm che ha sancito l'abolizione del finanziamento pubblico. Poi Gaetano QuagliarielloAngelino Alfano e il sottosegretario Sabrina De Camillis lo hanno confermato a Consiglio in corso.

"E una è andata - scrive infatti il ministro per le Riforme Quagliariello - abolito finanziamento pubblico dei partiti! Ora avanti con la riduzione del numero dei parlamentari". Il ministro dell'Interno aggiunge: "In Cdm abbiamo appena abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Per decreto. Impegno mantenuto". Infine De Camillis: "In Consiglio dei ministri, decreto che abolisce finanziamento pubblico ai partiti. 1° fatto. Ora avanti con lavoro, lavoro, lavoro".

LETTA: ABBIAMO MANTENUTO LA PROMESSA. "Oggi il governo ha approvato un decreto legge con l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e l'attuale regime dei contributi. Ora ci sono i 60 giorni per la conversione. Abbiamo mantenuto la promessa che avevamo fatto. Il dl è il testo della legge approvata dalla Camera, ovviamente senza una parte che non può stare nel dl perchè ha a che fare con una delega". Lo annuncia al termine del Cdm, in conferenza stampa, il premier Enrico Letta.

ALFANO: SCELTA CHIARA, CONSEGUENTE ALLA FIDUCIA. "Se avessimo fatto una scelta diversa, non di un decreto legge, avremmo perso tempo. La nostra è stata una scelta chiara, forte, immediatamente conseguente alla fiducia ottenuta dal Parlamento". Lo annuncia al termine del Cdm, in conferenza stampa, il vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano. "È una sfida - prosegue il leader del Nuovo centrodestra - per tutti coloro i quali si presentano di fronte agli elettori: oltre che il voto possono ottenere una X anche attraverso la scelta fiscale del 2 per mille (in favore del partito o movimento; Ndr). La scelta di protezione e agevolazione fiscale risponde alla filosofia di proteggere la democrazia: se vuoi puoi finanziare la tua idea".

QUAGLIARIELLO: INTRODOTTO ANCHE IL TEMA DELLA DEMOCRAZIA INTERNA. "La legge sull'abolizione del finanziamento pubblico introduce anche il tema della democrazia interna dei partiti, una vecchia battaglia che parte da lontano. Affinchè la partecipazione riprenda è necessario che i partiti scoprano, o ri-scoprano, la democrazia interna". Lo annuncia al termine del Cdm, in conferenza stampa, il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello.

LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE. Il 31 maggio il premier Enrico Letta "diceva abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Il 13 dicembre riscrive la stessa cosa [...] Il testo del decreto annunciato oggi è il testo" della legge "partorito dalla Camera, ovvero: nessuna abolizione, continueranno a prendere i finanziamenti fino al 2018; non ci sono sanzioni serie; si continuano a regalare i soldi ai corsi di formazione ai partiti e simili; i partiti saranno in mano alle lobby con un tetto alle donazioni di 300mila euro (anziché i 5000 annui proposti dal M5s)".

Lo scrive su Facebook l'ex capogruppo M5s alla Camera Riccardo Nuti, protagonista mercoledì di un vivace scambio di battute con Letta, durante il dibattito sulla fiducia in aula a Montecitorio. "I partiti - aggiunge - devono restituire i milioni di euro incassati in questa legislatura e i miliardi di euro degli anni precedenti nonostante il referendum".

LE CRITICHE DI SEL. "Il testo del decreto se non altro raccoglie il lavoro e il confronto tra le forze politiche avvenuto alla Camera nei mesi scorsi. Anche se la riforma resta iniqua". Così Sergio Boccadutri, tesoriere e deputato di Sel, commenta il decreto che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Nel merito, continua Boccadutri, "continuiamo a non essere d'accordo. Il finanziamento pubblico diretto è indubbiamente meglio di quello indiretto basato sul 2x1000, che ci fa passare da un sistema basato sul consenso a uno basato sul censo". "In sede di conversione - sottolinea - ribadiremo le nostre proposte su l'estensione dei divieti sul finanziamento privato dei partiti alle fondazioni politiche da parte delle società partecipate dal pubblico; il divieto di finanziamenti dall'estero; la riduzione sul tetto massimo alle donazioni private, e soprattutto la salvaguardia delle campagne elettorali, che non possono essere finanziate esclusivamente dai privati senza rischi per il pluralismo". (Public Policy)

GAV

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