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Accise, Assobirra: siamo discriminati, anche in Stabilità evitare aumenti

birra 05 novembre 2013

Accise, Assobirra: siamo discriminati. Anche in Stabilità evitare aumenti

(Public Policy) - Roma, 5 nov - Sul prezzo finale della birra "45 centesimi sono Iva e accise ed è un impatto che nessuna categoria ha. È una discriminazione che abbiamo solo noi". A parlare è il presidente di Assobirra Alberto Frausin, parlando in audizione nella commissione Finanze alla Camera. "Anche nella legge di stabilità - è l'appello di Frausin - si eviti di colpire violentemente la birra con l'aumento delle accise, non si vada a distruggere il valore potenziale del settore".

"Settore ha retto meglio la crisi, non va penalizzato"

A una domanda di Marco Causi (Pd) sulla possibilità di sterilizzare l'Iva, Frausin dice: "Inciderebbe per l'1,5% sul prezzo della birra e, se si inserisse nel ddl Stabilità sarebbe sicuramente un passo avanti nella direzione giusta". Frausin lamenta l'intenzione del Governo di aumentare le accise sugli alcolici a copertura di diversi decreti: "Quello che noi chiamiamo copertura - dice - non solo non copre, ma rischia di penalizzare lo Stato, perché aumentando le accise ci troveremo con meno soldi da questo settore che ha retto un filino meglio la crisi di altri".

L'Iva più alta d'Europa

"La penalizzazione della produzione di birra in Italia inoltre - osserva Frausin - aumenta l'importazione. Eppure oggi la maggior parte della birra italiana viene prodotta in Italia e siamo riusciti anche ad aumentare l'esportazione. Abbiamo dei marchi importanti e anche microbirrifici che hanno successo all'estero". "Quindi mi chiedo - incalza il presidente di Assobirra - qual è il vantaggio per il Paese di bloccare e creare delle difficoltà a un'industria che può creare valore sul lungo termine? Abbiamo l'Iva al 22%, che è in Europa la più alta, a cui si somma il sistema di accise. Abbiamo difficoltà fiscali da tutte le parti".

Donne consumatrici in aumento, 70% birra prodotta in Italia

Questo settore ha dato occupazione anche a giovani imprenditori. - aggiunge - Certamente c'è un impatto sull'indotto importante. Si consuma molta più birra a casa rispetto a quanto se ne consuma fuori casa". Frausin sottolinea come meno accise sulla birra non devono comunque significare più occupazione sulle altre bevande: "La coperta è corta per tutti. - dice - Non faccio fatica a capire perché questo settore debba essere violentemente colpito dalle tasse. Perché la birra è alcolica, ma almeno è naturale e non è più calorica di altre bevande". "C'è il rischio - lancia l'allarme Frausin - che qualcuno possa decidere di fare parziali" esternalizzazioni. Quantificando la portata del settore birra, Frausin dà dei numeri: "Assobirra - dice - è composta da più di 500 aziende, in cui sono impiegati molti giovani. Il 70% della birra è prodotta qui in Italia e c'è un grande impatto economico anche su tutta la filiera della distribuzione". "Gli italiani - dice Frausin - sono moderati nel bere. Consumano birra 35 milioni di persone" e "le donne sono in aumento". (Public Policy)

VIC

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