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L'accordo sul fisco con Panama, datato 2010

panama 26 aprile 2016

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Evitare fenomeni di doppia imposizione fiscale tra Italia e Panama, definendo una base giuridica di riferimento per gli operatori economici che effettuano attività commerciali e finanziarie con lo stato centro-americano.

Con clausola ad hoc per la limitazione o il diniego dei benefici convenzionali per il contrasto a possibili manovre elusive e disposizioni in linea con i nuovi orientamenti internazionali per la sostanziale fine del segreto bancario.

Di questo tratta la convenzione tra Italia e Panama, fatta a Roma e a Città di Panama il 30 dicembre 2010, per evitare le doppie imposizioni sul reddito, il cui ddl di ratifica è tuttora all'esame della commissione Esteri di Montecitorio.

Il ddl che ratifica ed esegue la convenzione italo-panamense è stato presentato dal governo il 13 gennaio 2016 ed ha iniziato l'iter parlamentare, con la relazione di Fabio Porta (Pd) in Esteri  il 30 marzo scorso.

Ovvero pochi giorni prima dell'esplosione dell'inchiesta giornalistica sui Panama Papers.

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