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L'accordo con il Marocco, pronto per l'aula della Camera

marocco 20 giugno 2016

ROMA (Public Policy) - Integrare, con un accordo aggiuntivo, le disposizioni della convenzione di reciproca assistenza giudiziaria tra Italia e Marocco, prevedendo nuove norme in materia di estradizione e non applicabilità della pena di morte e consentire, tramite la ratifica di una nuova convenzione ad hoc, il trasferimento nel proprio stato di cittadini detenuti nel territorio dell'altro Paese, per facilitare "la rieducazione e il reinserimento sociale" e per "rafforzare il contrasto al crimine internazionale".

È questo l'obiettivo di un disegno di legge che è stato licenziato la scorsa settimana dalla commissione Esteri alla Camera (è in seconda lettura) ed è pronto, quindi, per l'esame dell'Aula di Montecitorio.

Il ddl ratifica ed esegue, in sintesi, due accordi sulla cooperazione giudiziaria tra Italia e Marocco: il primo modifica parti di un patto bilaterale fatto agli inizi degli anni '70, l'altro è 'nuovo' (entrambi sono stati fatti a Rabat il 1° aprile 2014).

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