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L'accordo sulla previdenza sociale tra Italia e Israele

israele 09 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - "Garantire ai cittadini italiani che hanno lavorato in Italia prima di trasferirsi in Israele la possibilità di percepire un trattamento pensionistico in linea con i contributi versati in Italia, grazie anche alla trasferibilità delle prestazioni previdenziali, con il presupposto di poter accedere alla totalizzazione dei contributi versati solamente nei due diversi regimi previdenziali". Come ha ricordato all'aula di Palazzo Montecitorio Mariano Rabino (Sc) relatore del ddl che ratifica l'Accordo italo-israeliano sulla previdenza sociale, firmato a Gerusalemme il 2 febbraio 2010, è questo l'obiettivo principale del provvedimento, approvato in settimana alla Camera con 343 sì.

Il ddl - rileva il governo nell'Air (Analisi di impatto della regolamentazione; Ndr) - servirà ad "ampliare la tutela dei diritti sociali dei lavoratori dei due Paesi" e "indirettamente determinerà anche un aumento della concorrenzialità delle nostre imprese e l'attrazione di nuovi investitori da Israele".

COSA PREVEDE L'ACCORDO
Il disegno di legge, di iniziativa del governo, con cui si dà l'ok all'Accordo (che non ha limiti temporali) sulla previdenza tra il nostro Stato e Israele stabilisce, innanzitutto, la specificazione del termine 'prestazione', che - come ha ricordato ancora Rabino in sede di relazione - "si riferisce alle pensioni o a qualsiasi altra prestazione in denaro o beneficio ai sensi della legge di ciascuno stato contraente".

L'applicazione dell'accordo riguarderà persone che siano o siano state soggette alla legislazione previdenziale di uno degli stati contraenti. Inoltre viene prevista, con l'art. 5, la trasferibilità territoriale delle prestazioni di cui una persona sia titolare, anche qualora risieda nell'altro stato contraente rispetto alla propria nazionalità e (art.6) che una persona che svolga attività lavorativa subordinata nel territorio o italiano o israeliano sia soggetta esclusivamente alla legislazione di quel medesimo Stato.

Il relatore, invece, ha spiegato come sia "diverso il caso di un lavoratore subordinato impiegato in entrambi gli stati o di un lavoratore autonomo, i quali saranno invece soggetti alla legislazione previdenziale dello stato di residenza". E, ugualmente, "saranno soggetti solo alla legislazione dello stato contraente di origine gli impiegati pubblici o le persone ad essi assimilate, inviati a lavorare nel territorio dell'altro stato". (Public Policy) IAC

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