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Cosa prevede l'accordo sullo spazio tra Italia e Stati Uniti

aerospazio 09 novembre 2015

ROMA (Public Policy) - Consolidare lo scambio scientifico e tecnologico fra Italia e Stati Uniti e offrire ulteriori opportunità alla ricerca italiana, alle industrie nazionali, all'Agenzia spaziale italiana e alla Nasa.

È questo l'obiettivo principale dell'accordo tra Italia e Usa per la cooperazione nell'esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico per scopi pacifici, fatto a Washington il 19 marzo 2013 e approvato definitivamente la scorsa settimana dalla Camera.

L'accordo, che si compone 19 articoli, indica, come ha spiegato anche la relatrice del provvedimento in aula Maria Chiara Carrozza (Pd), le aree di cooperazione e di interesse. Ovvero: l'esplorazione umana dello spazio, l'osservazione dell'universo e della Terra e le modalità attraverso cui realizzarle, attraverso satelliti, strumenti scientifici, piattaforme satellitari, piattoforme aeree, missioni ed esplorazioni umane.

Inoltre, si disciplinano le modalità per la registrazione di oggetti spaziali (art. 7), il trasferimento di dati tecnici e beni (art. 8) e i diritti di proprietà intellettuale, stabilendo anche le modalità per la diffusione al pubblico di informazioni relative alle cooperazioni di settore (per le quali servirà un coordinamento ad hoc), per lo scambio di personale e l'accesso agli impianti e per il reciproco accesso alle strutture.

Carrozza ha anche ricordato come l'intesa, che durerà 10 anni dal momento dell'approvazione da parte di entrambi i Paesi, sia stata "sottoscritta in occasione del cinquantenario della cooperazione italo-statunitense in campo spaziale e costituisce uno strumento efficace per cooperare meglio, offrire nuove opportunità alle nostre industrie del settore e alle due agenzie spaziali", nella "consapevolezza che lo spazio è un settore privilegiato di politica estera nazionale, come attestato in molti programmi intergovernativi e risulta tra le aree prioritarie della collaborazione tra l'Italia e altri Paesi come Stati Uniti, Australia, Argentina, Corea del Sud, Cina, Giappone e Russia". (Public Policy) IAC

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