Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Acqua, min. Ambiente: inquinamento naturale, no risorse per risanamento

acqua 07 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "La contaminazione delle acque potabili" in molti comuni italiani "è in maggior parte di origine naturale". Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell'Ambiente, Silvia Velo, rispondendo a un'interpellanza in Aula alla Camera di Federica Daga (M5s). "I sindaci hanno provveduto a imporre divieti e limiti di prescrizione dell'uso delle acque" in caso di contaminazione, ha spiegato il sottosegretario.

"Visto che la contaminazione riguarda tutta la falda si ricorre a forniture sostituitive", anche alla luce del fatto che "le opere di risanamento di tal genere richiedono ingenti investimenti che allo stato non trovano adeguata copertura finanziaria e con tempi di attuazione di medio lungo periodo", ha sottolineato Velo.

"L'Autorità per l'energia, il gas e il sistema idrico ha avviato un'indagine conoscitiva in merito e attraverso la regolazione tariffaria ha introdotto meccanismi in grado di favorire investimenti necessari ad assicurare standard richiesti dalla normativa. L'esclusione dal Patto di stabilità per gli investimenti è un'ipotesi tutta da esaminare ma che mi sento di condividere, perchè è un obiettivo di salute pubblica prioritario e potrebbe consentire una ripartenza degli investimenti in contrasto alla crisi", ha detto ancora Velo.

Per quanto riguarda le tariffe e i profitti per i gestori, Velo risponde: “Nessun profitto per i gestori della tariffa del servizio idrico integrato: il regime tariffario prevede la piena copertura dei costi, compresi gli oneri finanziari necessari per sostenere gli investimenti. Nella tariffa del servizio idrico si rispetta quanto è previsto dalla legge”. (Public Policy)

FRA

© Riproduzione riservata