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AFGHANISTAN, L'85% DI DONNE PENSA DI POTER ASPIRARE ALLA LEADERSHIP

Dl Missioni 27 maggio 2013

Burqa-Afghan

Oggi alla Camera saranno presentati i risultati della ricerca-progetto
europeo DelPHE: "La cultura come sfida per la ricostruzione, le opinioni
e le proposte della società civile afghana sul potere delle donne e lo
sviluppo educativo dei bambini e dei giovani nel loro Paese".
L’introduzione è della vicepresidente Marina Sereni.

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

(Public Policy) - Roma, 27 mag - Su un campione di 1.517
intervistati (di cui il 51% donne) per il 93,1% la
condizione della donna afghana è migliorata dall'epoca dei
talebani ad oggi, ma i diritti sono ancora violati per il
56,4%. Sono alcuni dei risultati della ricerca "La cultura
come sfida per la ricostruzione: le opinioni e le proposte
della società civile afghana sul potere delle donne e lo
sviluppo dei bambini e dei giovani" presentata questa
mattina a Montecitorio.

I risultati della ricerca sono stati spiegati da Andrea
Pintonello ricercatore dell'Università Salesiana Rebaudengo
di Torino tra i partner del progetto insieme all'Università
di Glasgow, di Herat e del network Peacewaves international.
La ricerca è durata tre anni ed ha coinvolto la popolazione
di sei province afgane: Kabul, Kunduz, Kunar, Bamyan, Farah.
L'obiettivo? Raccogliere l'opinione della società civile su
alcune questioni di attualità, in particolare
l'emancipazione femminile e il ruolo dell'istruzione
primaria.

Per più del 90% del campione, senza differenze tra genere,
provenienza geografica e condizione sociale, fa notare
Pintonello, "la situazione è cambiata" dall'Afghanistan dei
talebani ad oggi.

IL RUOLO DELLE DONNE
Per il 57% del campione "il contributo nella fase di
pacificazione è stato minimo ma le donne si riconoscono un
ruolo maggiore di quello che i maschi gli attribuiscono"
spiega Pitonello. Inotre, per i più giovani è più difficile
valorizzare le donne perché hanno vissuto solo l'epoca
dei talebani "non riescono a vedere le proprie radici, non
sanno che le donne avevano un ruolo maggiore nella cultura"
continua il ricercatore che sottolinea come i dati
evidenziano che "sono soprattutto gli over 35 a considerare
importante il ruolo nella donna nella società".

"Le donne possono essere leader politiche?" è un'altra
domanda della ricerca. Il 72% riconosce ruolo di leadership
alle donne ma solo il 42% consente che le donne possano fare
un altro lavoro a parte le insegnanti. Mentre, analizzando
il campione per genere, l'85% delle
donne si riconosce la possibilità di diventare leader.

Il ruolo di leader trova consensi nelle zone rurali: il 68%
dei più anziani e l'84,4% delle donne pensa che possano
aspirare a diventarlo.

In conclusione, per il 72,9% i diritti garantiti alle donne
nella Costituzione sono in linea con la cultura tradizionale
e per il 77% le credenze tradizionali sono il maggiore
ostacolo all'empowerment femminile.

"Questi dati stanno raccontando un cambiamento, non sono in
contraddizione, presentano le mille sfaccettature di una
società in trasformazione" commenta Pintonello che
sottolinea il ruolo cruciale della cultura nella
ricostruzione del tessuto sociale del Paese.

AFGHANISTAN, "LA CONDIZIONE DELLE DONNE È MIGLIORATA MA VOGLIAMO DI PIÙ"
(Public Policy) - Roma, 27 mag - "La vita delle donne è
cambiata tanto negli ultimi dieci anni ma non basta,
vogliamo di più. Non parlo solo come donna, ma come essere
umano: voglio partecipare a tutte le opportunità della
società, ne abbiamo diritto".

Fereshta Abbasi Shahpasandzada, ricercatrice dell'Università
di Herat racconta la sua esperienza di donna afgana nella sala
Aldo Moro di Montecitorio, alla presentazione dei risultati della
ricerca Delphe "La cultura come sfida per la ricostruzione",
progetto che ha coinvolto oltre all'Università afgana di
Herat, quella di Strathclyde nel Regno Unito, la Salesiana
Rebaudengo di Torino, il PeaceWaves international network e
il Comune di Torino.

"Abbiamo leggi che ci proteggono, abbiamo quote di
rappresentanza in Parlamento - continua la ricercatrice
afgana - il 27% delle parlamentari è donna, ma rimangono
ancora problemi: diverse leggi non sono applicate, sono
ancora molte le donne vittime di violenza e prive di accesso
all'istruzione. Per me sono inaccettabili le differenze fra
le donne afgane e quelle degli altri paesi del mondo,
abbiamo le stesse capacità e competenze ma non le stesse
opportunità".

Poi racconta un'esperienza avuta durante l'attività di
ricerca, l'incontro con una donna di un villaggio: "Ho
incontrato una donna di 23 anni con tre figli. Il marito
aveva 60 anni. Non aveva il permesso di parlare con nessuno
e nemmeno conosceva la lingua madre del marito. Vivevano
insieme da nove anni ma marito e moglie non potevano nemmeno
comunicare. Piageva, le mani le tremavano, le ho chiesto
perché avesse sposato quest'uomo. Mi ha risposto che suo
padre aveva ucciso suo fratello e non avevano soldi per il
risarcimento quindi lei ha dovuto sposarlo. Per me la
condizione delle donne nei villaggi è inaccettabile".

AFGHANISTAN, SERENI: POSSIBILE COLLABORAZIONE TRA PARLAMENTI
(Public Policy) - Roma, 27 mag - "Presenterò alla presidente
Laura Boldrini la proposta di un'iniziativa della Camera dei
deputati in occasione delle elezioni presidenziali del 2014
e delle politiche del 2015 che sia occasione di incontro
comune sul contrasto alla violenza e alla partecipazione
delle donne alla vita politica". È la proposta della
vicepresidente della Camera Marina Sereni sul futuro della
cooperazione tra Italia e Afghanistan. Lo ha detto
presentando nella sala Aldo Moro di Montecitorio i risultati
del progetto europeo DelPHE.

Sereni avanza la proposta di replicare il "gruppo di
contatto" della XIV e XV legislatura. I rapporti tra
l'Italia e l'Afghanistan, ricorda la vicepresidente della
Camera, si fondano sull'accordo bilaterale del gennaio 2012
e sulla conferenza di Tokyo del luglio scorso che ha
definito il "quadro strategico".

AFGHANISTAN, SERENI (PD): PENSARE ALLA COOPERAZIONE NEI PROSSIMI 10 ANNI
(Public Policy) - Roma, 27 mag - "In 12 anni la condizione
femminile è cambiata ma permangono contraddizioni e
difficoltà economiche. Nonostante il cambio della
legislazione la condizione delle donne afgane è ancora
drammatica".

Così la vicepresidente della Camera Marina
Sereni (Pd) introduce la presentazione dei risultati del
progetto europeo DelPHE nella sala Aldo Moro di Montecitorio.
Sereni sottolinea la necessità di continuare nella
cooperazione Italia-Afghanistan dopo il ritiro militare che
avverrà nel 2014: "Occorre progettare la cooperazione e la
presenza italiana nei prossimo dieci anni dal 2015 al 2024".

Sereni cita i dati di Human Rights Watch che segnalano
l'aumento delle donne in carcere per "crimini morali" come
la fuga da casa per maltrattamenti, in seguito a matrimoni
combinati o tradimento coniugale. La presidente della Camera
Laura Boldrini, presente da calendario, non è potuta
intervenire. (Public Policy)

LAP

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