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AGENDA DIGITALE, CIFARELLI (FARE): "WI-FI LIBERO E GRATIS. E CHI LO PAGA?"

Agenda Digitale, Cifarelli (Fare): “Wi-fi libero e gratis, e chi lo paga?” 19 febbraio 2013

CIFARELLI (FARE PER FERMARE IL DECLINO)

(di Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

Un wi-fi libero “non è auspicabile”, per avere una scuola digitalizzata “serve prima di tutto istruire gli insegnanti”, per colmare il gap con l’Europa per la diffusione della banda larga e ultra larga bisogna separare la rete dagli operatori, eliminando di fatto il “quasi monopolio” di Telecom. A parlare è Renato Cifarelli che non è candidato ma si occupa di digitale e tematiche legate all’innovazione all’interno di “Fare per Fermare il declino”.

Banda larga e ultra larga, l’Italia è fanalino di coda. Perché?
Il primo problema è la complessità del territorio. Il secondo è quello delle liberalizzazioni: finché c’è un quasi monopolista diventa difficile che altri investano nella banda larga.

Telecom ha una rendita di posizione?
Il primo problema di Telecom è quello dell’indebitamento che non le permette di fare gli investimenti che ci vorrebbero e ha una certa rendita di posizione, perché è proprietaria del rame e della rete.

La soluzione allora è un mercato totalmente libero?
No, il problema vero, dove ci sono delle reti complesse, è quello di avere una separazione della rete dagli operatori. Questo aiuterebbe chi gestisce e fa gli investimenti a portare dappertutto la connettività, e chi invece utilizza la rete a trasportare il suo prodotto. In questo modo anche i costi sarebbero più trasparenti. Più che a finte privatizzazioni con la Cassa depositi e prestiti, pensiamo a delle gare internazionali con consorzi. La soluzione è diminuire le barriere all’ingresso anche per altri operatori. Poi se lo Stato spingesse sulla informatizzazione della pubblica amministrazione, potrebbe creare la richiesta di banda larga anche in zone dove non c’è.

(segue sul Fatto Quotidiano)

VIC

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