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Agenti 007 infiltrati nella Pa: il Senato dice no

corruzione pa 19 maggio 2016

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - Agenti sotto copertura e infiltrati contro i reati di corruzione nelle Pubbliche amministrazioni. Questo, in sintesi, l'obiettivo del disegno di legge del Movimento 5 stelle (a prima firma Maurizio Buccarella) su cui è arrivato il "no" dell'aula del Senato.

Con la votazione di mercoledì mattina è stata respinta infatti la richiesta di urgenza per l'esame del provvedimento.

Un tema su cui si è tornati a dibattere più volte: l'anno scorso durante l'esame del ddl Anticorruzione (che ha aumentato le pene, ha modificato le soglie del falso in bilancio e ha introdotto il reato di autoriciclaggio) e, ad aprile, quando Piercamillo Davigo, neo presidente dell'Anm, ha insistito sull'esigenza di avere agenti sotto copertura come strumento d'indagine sulla corruzione.

Idea condivisa anche dal Csm e dal presidente di Anac, l'Authority anticorruzione, Raffaele Cantone.

Quella dell'agente infiltrato non è una figura nuova. È presente nel nostro ordinamento da dieci anni: la legge 146 del 2006 prevede che ufficiali di polizia giudiziaria possano svolgere operazioni sotto copertura per reati di traffico d'armi, di droga, di pedofilia.

I 5 stelle (e non solo) chiedono di estendere tale figura anche ai reati di corruzione. Durante l'esame della legge Anticorruzione, all'inizio del 2015, gli stessi senatori M5s presentarono diversi emendamenti per l'introduzione di questa nuova figura. Tutti respinti dalla maggioranza in commissione Giustizia.

Il 26 marzo 2015, però, il governo accolse un ordine del giorno, sempre a firma Buccarella, con cui si raccomandava l'esecutivo di estendere le previsioni dell'articolo 9 della legge 146 (relativo all'agente sotto copertura) alle indagini per i delitti più gravi e, specificamente, quelli di cui agli articoli 314, 317, 319 e 319-ter del codice penale.

Sempre per il contrasto alla corruzione, giace sul tavolo del premier Matteo Renzi, da quasi un anno e mezzo, la proposta depositata dalla commissione guidata dal magistrato Nicola Gratteri, nuovo procuratore di Catanzaro.

Nella proposta si chiedeva di prevede l'utilizzo dei cosiddetti "agenti provocatori", ossia di 007 dell'Aise e dell'Aisi con licenza di proporre mazzette e tutelati nella loro identità anche di fronte a un giudice.

LA PROPOSTA M5S
Nel dettaglio, come detto, la proposta del Movimento chiede di estendere la figura dell'infiltrato ai reati di corruzione. Inoltre, stabilisce che non è punibile l'ufficiale di polizia giudiziaria che, "simulando di accordarsi con altri per commettere un reato ovvero partecipando materialmente alla sua commissione, opera, nell'ambito delle indagini e su delega del pubblico ministero, al fine di acquisire elementi di prova in ordine" ai reati di corruzione, concussione e peculato.

"La causa di non punibilità si applica altresì agli ausiliari e alle interposte persone di cui si avvalgono gli ufficiali medesimi". (Public Policy)

@ricci_sonia

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