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La proposta sulla canapa è pronta per l'aula

canapa 04 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - di Luca Iacovacci - Ancora non è stato conferito il mandato alla relatrice, Alessandra Terrosi (Pd), di riferire all'assemblea ma con l'approvazione degli emendamenti al testo unificato sul sostegno e la promozione alla coltivazione della canapa si è quasi concluso l'iter del provvedimento in commissione Agricoltura alla Camera.

Che, vale la pena ricordare, era iniziato nell'ottobre 2013. La pdl mira a promuovere la coltivazione della canapa "quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell'impatto ambientale in agricoltura, del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità".

E il sostegno e la promozione riguardano la coltura della canapa finalizzata, tra l'altro, a coltivazione e trasformazione, incentivazione dell'impiego e consumo finale di semilavorati provenienti da filiere locali, sostegno dello sviluppo di filiere territoriali integrate e produzione di alimenti, cosmetici e materie prime biodegradabili.

DA LICEITÀ COLTIVAZIONI A OBBLIGHI COLTIVATORE
Con un emendamento delle relatrice è stata approvata una modifica secondo cui, in tema di liceità, la coltivazione in Italia delle varietà di canapa ammesse e iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, è "consentita senza necessità di autorizzazione".

E dalla canapa coltivata, come si legge all'art. 2 del progetto di legge, si possono ottenere, tra le altre cose: alimenti e integratori ad uso umano o zootecnico, forniture di semilavorati, coltivazioni finalizzate alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati o al florovivaismo.

Anche l'articolo 3, che tratta degli obblighi del coltivatore, è stato riscritto con un emendamento della relatrice, approvato, che prevede "l'obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a 12 mesi" e della conservazione delle "fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente".

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