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AGRICOLTURA, POLITI (CIA): L'AGRICOLTURA PUÒ ESSERE UN AMMORTIZZATORE SOCIALE

19 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 18 ott - L'agricoltura può essere un
vero ammortizzatore sociale. E' questo il messaggio-proposta
che è venuto oggi dal convegno della Confederazione italiana
agricoltori (Cia), svoltosi a Roma sul contributo del
settore alla riforma del mercato del lavoro e la crescita.
Giuseppe Politi, presidente della Confederazione, ha
giudicato "limitativo" erogare ammortizzatori sociali
(soprattutto la cassa in deroga) piuttosto che investire
risorse per riqualificare i lavoratori espulsi dai settori
maturi ed offrire loro così prospettive in altri in cui c'è
richiesta. Come in agricoltura, che è l'unico settore
produttivo in cui il valore aggiunto è aumentato dell'1,1% e
l'occupazione del 6,2%.
Non si tratta di auspicare un "ritorno alla terra", ad una
"società preindustriale", come ha messo in risalto il
ministro del Lavoro Elsa Fornero, che spiegando la genesi e
l'iter della riforma del mercato del lavoro ha promesso la
revisione della parte relativa alla flessibilità in entrata
(in questa sede sono stati criticati in particolare i limiti
posti nella riforma all'impiego dei voucher) dopo un congruo
tempo di verifica dei suoi effetti.
Si tratta piuttosto di esaltare la funzione del settore
agroalimentare, già oggi fiore all'occhiello del made in
Italy, così come quello della moda, e secondo nell'export
solo alla meccanica.

Tanto più che anche l'agricoltura attraversa una profonda fase di
trasformazione, testimoniata dal fatto che le aziende sono
500 in meno ogni anno, ma con 10mila lavoratori in più.
Crescono quelle "professionali", a scapito di quelle del
doppio lavoro, quelle condotte da giovani (l'8% degli
imprenditori ha meno di quarant'anni) con curriculum
invidiabili e che si dimostrano le più innovative e
"multifunzionali" e da donne. Queste ultime arrivano al 33%
degli imprenditori del settore, mentre è al 40% la forza
lavoro-donna, soprattutto al Mezzogiorno, dove le più
giovani arrivano quasi al 48%.
L'agricoltura chiede al Governo e alle altre parti sociali
in primo luogo maggiore considerazione, di essere presente
ai tavoli in cui si discutono i grandi problemi
dell'economia e del lavoro, maggiore attenzione al lievitare
dei costi (dei carburanti in primis), agevolazioni fiscali
per chi incrementa l'occupazione, la creazione di distretti
agroalimentari, la riforma del diritto di successione in
modo da favorire la trasmissione delle aziende di padre in
figlio, la riduzione dell'Imu.
Politi ha mandato ai sindacati un messaggio distensivo nel
giorno dello sciopero dei dipendenti del settore per il
rinnovo dei contratti provinciali. "I contratti vanno
rinnovati - ha detto - nell'ambito di compatibilità, che non
impediscano la crescita". Le intese già siglate in realtà
importanti (Verona, Ferrara, Roma) sono considerate di buon
auspicio per arrivare a chiudere tutta la partita entro
l'anno. (Public Policy)

ABA

 

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