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AIA, CONFINDUSTRIA: ALLINEARE PROCEDURE ITALIANE A BEST PRACTICE EUROPEE

06 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 6 mar - Sostenibilità ambientale e
tutela della salute rappresentano due sfide per il progresso
di tutta la società. Per il sistema industriale
costituiscono un volano per crescere e per innovare.

Perché questo accada, però, le norme ambientali devono
essere attuate in coerenza con quelle comunitarie e vengano
applicate allo stesso modo in tutti i Paesi europei, senza
oneri aggiuntivi, che rischiano di minare lo sviluppo e la
competitività delle imprese italiane.

E' questo il senso dello studio sulla valutazione
comparativa dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) a
livello nazionale ed europeo che il presidente di
Confindustria Giorgio Squinzi e il presidente del Comitato
tecnico per l'ambiente e l'internazionalizzazione del
sistema associativo Edoardo Garrone hanno presentato oggi.

Ha detto Squinzi: "Noi chiediamo di allineare le procedure
italiane alle best practice europee e di ricondurre le
istituzioni locali ad eseguire valutazioni omogenee sul
territorio. Un quadro di regole certe e stabili nel tempo
garantisce la tutela dell'ambiente e della salute, il
rilancio degli investimenti e lo sviluppo del Paese".

Nell'attuazione della disciplina sulle emissioni Ippc
(Integrated pollution prevention and control, normativa
sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento),
l'Italia ha costi amministrativi e burocratici più elevati
rispetto ai principali Paesi dell'area Ue, a causa delle
tempistiche più lunghe e dei maggiori oneri.
Inoltre la disciplina europea in materia ambientale viene
spesso recepita in maniera più restrittiva rispetto ai
parametri europei (limiti di emissioni, sanzioni, oneri e
tariffe a carico delle imprese).

Ha fatto notare il
presidente Squinzi: "Per continuare ad attrarre
investimenti, l'Italia deve avere un quadro normativo
ambientale allineato agli standard europei e semplificare in
modo deciso le procedure. La sfida della sostenibilità
ambientale richiede innovazione tecnologica ed investimenti
importanti. Le imprese italiane sono pronte a fare la loro
parte ma le regole del gioco devono essere le stesse per
tutti".

"A livello nazionale - ha aggiunto Garrone - l'attuazione
dell'Ippc ha evidenziato divergenze e criticità operative
tra le diverse Regioni a causa della stratificazione di
competenze amministrative (Stato, Regioni e Province)
stabilite dalla norma di recepimento nazionale e dalle
singole Regioni. Infatti, l'attuazione della normativa non
ha un approccio omogeneo sul territorio e presenta
tempistiche estremamente diverse sia per il rilascio delle
stesse autorizzazioni che per le prescrizioni contenute
nelle autorizzazioni (ad esempio in termini di valori limite
di emissione)".

Confindustria propone che il recepimento e l'applicazione
della nuova direttiva sulle emissioni industriali avvengano
nel rispetto delle disposizioni comunitarie e degli standard
prevalenti negli altri Paesi, senza l'aggiunta di oneri
impropri; gli impianti abbiano il tempo necessario per
adeguarsi alle disposizioni della nuova direttiva, sia per
l'ammortamento degli investimenti che per gli aspetti
tecnici di realizzazione; l'applicazione della disciplina
Aia sia uniforme su tutto il territorio nazionale;
l'introduzione di semplificazioni normative e amministrative
avvenga tempestivamente per assicurare procedure snelle e
celeri e ridurre gli oneri a carico delle imprese;
l'uniformità a livello nazionale nel disciplinare la
valutazione di impatto sanitario, sia assicurata anche in
ordine alla rilevanza delle possibili fonti di impatto. (Public Policy)

SPE

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