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Alla fine il débat public è arrivato in Parlamento

appalti 11 gennaio 2018

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Alla fine il testo è arrivato in Parlamento. Il dpcm sul dibattito pubblico, il confronto tra enti locali, istituzioni e cittadinanza in merito alla realizzazione di una grande opera, previsto dalla riforma del Codice appalti, dopo un lungo lavoro tra vari ministeri, è pronto. Ed è ora all'esame delle commissioni per il parere (entro il 29).

L'obiettivo del provvedimento è coinvolgere cittadinanza ed enti locali nel percorso decisionale di costruzione di un'opera per evitare così conflitti nei territori (come nei casi della Tav in Val di Susa o il gasdotto Tap in Salento, anche se in questo secondo caso non si sarebbe applicato).

Non mancano novità rispetto alle bozze prese in visione nelle scorse settimane. Vediamo, quindi, in dettaglio il contenuto del provvedimento all'esame delle Camere.

A CHI SI APPLICA

Il dibattito pubblico scatterà in maniera automatica per gli interventi più rilevanti, individuati tramite soglie dimensionali e finanziarie. In linea generale, il parametro economico va dai 500 milioni di euro per le infrastrutture a rete ai 300 milioni per le infrastrutture puntuali.

Essendo uno dei punti cardine del provvedimento è necessario approfondire l'ambito di applicazione vedendo nel dettaglio per quali opere è obbligatorio.

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@fraciaraffo

 

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