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Ambiente, bozza dl: Ilva e Piombino di nuovo attive prima di fine risanamento?

ILVA, SE CON LA NUOVA NORMA SI SOSPENDONO I DIRITTI DI PROPRIETÀ /INTERVISTA 22 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Le nuove norme per una "procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza", in parte già anticipate le settimane scorse da Public Policy, varranno anche per i procedimenti di bonifica in corso nei Siti d'interesse nazionale (Sin) e, dunque, anche per gli impianti di Piombino e l'Ilva di Taranto. È una delle novità contenute in una bozza del decreto Agricoltura-Ambiente allo studio del Governo e di cui Public Policy è in possesso.

Il provvedimento, che recepisce anche alcune norme del dl e del collegato Ambiente, è contenuto nell'articolo 22 della nuova bozza che introduce nel Codice ambientale il nuovo articolo 242-bis (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza). La norma ricalca quella presente nelle bozze precedenti, ma la novità sostanziale riguarda l'inserimento di un comma per specificare che il nuovo articolo "si applica anche ai procedimenti di cui agli articoli 242 o 252 (del Codice ambientale; Ndr) in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto".

Dunque ai procedimenti relativi alle procedure operative ed amministrative dell'articolo 242 e a quelli relativi ai Siti d'interesse nazionale di cui all'articolo 252. In cosa consiste la "procedura semplificata per le operazioni di bonifica o di messa in sicurezza"? La relazione illustrativa spiega che "la disposizione prevede che i siti contaminati possano essere utilizzati a fini industriali anche prima del completo risanamento, adottando misure di messa in sicurezza operativa a tutela della salute e dell'ambiente".

In particolare, "tra i presupposti e le condizioni per il rilascio degli atti di assenso necessari alla realizzazione e all'esercizio degli impianti e attività previsti dal progetto di bonifica", si prevede "che l'operatore interessato a effettuare, a proprie spese, interventi di bonifica del suolo con riduzione della contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, può presentare all'amministrazione [...] uno specifico progetto completo degli interventi programmati sulla base dei dati dello stato di contaminazione del sito, nonché del cronoprogramma di svolgimento dei lavori".

Il dl specifica che "l'operatore è responsabile della veridicità dei dati e delle informazioni forniti" e che "entro i successivi trenta giorni" dalla presentazione della documentazione, "sia convocata apposita conferenza di servizi. Nei successivi novanta giorni dalla convocazione la Regione - spiega la relazione illustrativa - adotta la determinazione conclusiva che sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato".

Infine "l'esecuzione di tale piano è effettuata in contraddittorio con l'Arpa territorialmente competente, che procede alla validazione dei relativi dati e ne dà comunicazione all'autorità titolare del procedimento di bonifica entro quarantacinque giorni". Sarà la stessa Arpa, ultimati gli interventi, a procedere "alla validazione dei relativi dati (all'inquinamento del sito; Ndr). In caso persistano elementi inquinanti l'operatore, "entro i successivi quarantacinque giorni" deve presentare "le necessarie integrazioni al progetto di bonifica". (Public Policy) NAF

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