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Ambiente, bozza dl: meno responsabilità per proprietari carico navi

nave 07 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Rispetto alla responsabilità del proprietario del carico di una nave che, dopo un incidente, ha inquinato l'ambiente marino sparisce il riferimento al principio "chi inquina paga" e l'obbligo - sempre per il proprietario del carico - di informare, in caso di sversamento in mare, l'autorità marittima più vicina. Sparisce anche riferimento a "responsabilità per dolo o colpa grave".

È quanto prevede l'ultima bozza circolante del decreto ambientale, di cui Public Policy è in possesso, che dovrebbe entrare in Consiglio dei ministri questo venerdì. Nello specifico il nuovo testo agisce sulla legge n. 979 del 31 dicembre 1982 sulle difesa del mare, aggiungendo all'articolo 12 il seguente comma: "Nei casi in cui l'amministrazione fa eseguire le misure necessarie ai sensi del secondo e terzo comma (diffida a prendere tutte le misure ritenute necessarie per prevenire il pericolo d'inquinamento e per eliminare gli effetti già prodotti; Ndr), le spese sostenute sono recuperate, nei limiti del valore del carico anche nei confronti del proprietario del carico stesso quanto la scelta del vettore è stata inadeguata rispetto alla tipologia e alla quantità di prodotto inquinante trasportato".

La precedente versione del decreto aggiungeva invece il seguente comma: "In attuazione del principio 'chi inquina paga', alle misure di cui al comma 1 (obbligo di informare, in caso di sversamento in mare, l'autorità marittima più vicina; Ndr) è altresì obbligato in solido il proprietario del carico. Per le misure di cui ai commi 2 e 3 è altresì obbligato in solido, nei limiti del valore del carico, il proprietario del carico ove si dimostri, in relazione all'accaduto, la sua responsabilità per dolo o colpa grave". (Public Policy)

NAF

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