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AMBIENTE, CLINI PRESENTA L'AGENDA VERDE PER LA CRESCITA

09 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 9 gen - Il ministro dell'Ambiente
Corrado Clini, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore,
presenta "l'indice ragionato dell'Agenda Verde per la
Crescita".

"L'Agenda Monti - scrive il ministro - presenta la tutela
dell'ambiente come un investimento per il futuro che
consente di vivere meglio il presente. Un'indicazione
strategica che orienta misure già adottate e programmate dal
Governo Monti, che hanno effetti positivi sul ciclo
economico nel breve e sul potenziale di sviluppo nel
medio-lungo termine". Vediamo quali sono gli otto punti
dell'Agenda verde.

LINEE GUIDA DEGLI STATI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY
Al primo punto dell'Agenda c'è la presa in carico delle
conclusione degli Stati Generali della Green Economy (del
7-8 novembre 2012) che "indicano la direzione - scrive Clini
- per consolidare i risultati raggiunti in competitività,
crescita e occupazione delle 360 mila imprese italiane che
hanno scelto una chiave 'verde' per lo sviluppo".

IL PIANO PER LA DECARBONIZZAZIONE
L'agenda prende a riferimento il "Piano per la
decarbonizzazione dell'economia e la riduzione delle
emissioni di CO2", presentato al Comitato Interministeriale
per la Programmazione Economica (Cipe) e all'Unione europea
(Ue), come strumento per rispettare, entro il 2020, gli
impegni del pacchetto europeo "clima-energia".

LISTA DELLE TECNOLOGIE E DEI SISTEMI "VERDI"
Terzo impegno delL'Agenda è l'istituzione della "Lista
delle tecnologie verdi", dei sistemi e dei prodotti che
contribuiscono a ridurre l'intensità di carbonio (Green
Procurement). La lista riguarda tutti i settori (energia,
chimica, trasporti, rifiuti, agricoltura), ed è prevista
dallo stesso Piano per la decarbonizzazione ricordato sopra.
La lista servirà anche per regolare l'accesso per le imprese
e dei privati ai fondi previsti per il 2014-2020 dal
Protocollo di Kyoto.

SMART CITIES
Nella politica ambientale del partito di Monti c'è anche
l'inserimento dell'iniziativa promossa dall'Ue "Smart
Cities". Questa si pone l'obiettivo di migliorare la qualità
della vita degli abitanti delle aree urbane, attivando
investimenti per incrementare l'efficienza energetica delle
città. L'Agenda verde punta così all'incremento "delle fonti
rinnovabili delle città italiane".

PIANO NAZIONALE PER L'ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
Adozione del piano nazionale per l'adattamento ai
cambiamenti climatici e la sicurezza del territorio, come
strumento "per prevenire - scrive il ministro - i rischi e i
danni ai quali è sempre più esposta l'Italia per la
crescente vulnerabilità agli eventi estremi". Il Piano
prevede 2,5 miliardi l'anno di investimenti, di cui 1
miliardo di risorse pubbliche e 1,5 miliardi di risorse
private agevolate con credito di imposta.

COOPERAZIONE AMBIENTALE INTERNAZIONALE
Sesto punto dell'Agenda è la cooperazione ambientale
internazionale, nell'ambito degli impegni e dei programmi
approvati dalla Conferenza Rio+20 dell'Onu a giugno.

SEMPLIFICAZIONE PER LE AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI
Il penultimo punto dell'agenda prevede la semplificazione
burocratica per le autorizzazioni ambientali, oggi
necessarie alle imprese per uniformasi ai principi
ambientali dettati dalla comunità europea.

FISCALITÀ AMBIENTALE
L'ultimo punto riguarda la fiscalità ambientale prevista
dal disegno di legge "delega fiscale", volta a "spostare la
tassazione dal lavoro all'impiego delle risorse naturali
(acqua e suolo) e di quelle energetiche (carbon tax)".

La Commissione europea ha definito le "ecotasse" strumenti
indispensabili per determinare il giusto prezzo e creare, a
partire dal mercato, un incentivo in favore di comportamenti
economici ecologici. (Public Policy)

SOR

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