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Ambiente, Federutility: favorire aggregrazione operatori idrici

acqua 22 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Rilancio degli investimenti per la realizzazione dei necessari interventi per completare le reti di fognatura e depurazione, certezza e stabilità delle norme e incentivi alle aggregazioni degli operatori a livello quanto meno di ambito territoriale. È quanto chiede, in sintesi, Federutility, la federazione che riunisce le aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori energia, gas e acqua, in merito al ddl sulla green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali.

Ad oggi sono circa 2.200 i gestori idrici che operano in Italia - si legge in un documento depositato in commissione Ambienta alla Camera a seguito di un'audizione - un numero "ancora lontano dagli obiettivi auspicati". Per Federutility, "appare essenziale il completamento delle procedure di affidamento per ambito territoriale ottimale", cioè almeno quella regionale se non addirittura quella di distretto idrografico.

"Appare opportuno un intervento del legislatore teso a consolidare l'approccio industriale al settore, favorendo le aggregazioni degli operatori a livello quanto meno di ambito territoriale". La federazione ha espresso apprezzamento per per l'istituzione del Fondo di garanzia delle opere idriche contenuta nel ddl.

Secondo Federutility, però, occorre puntualizzare che lo strumento non finanzia direttamente gli investimenti, bensì facilita l'accesso al credito al fine del finanziamento delle infrastrutture del settore idrico. È importante, si sottolinea ancora nel documento, arrivare ad una rapida conclusione dell'iter parlamentare di approvazione della disposizione, facendo ricorso, ove necessario, alle ulteriori soluzioni normative utili. (Public Policy)

FRA

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