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Ambiente, Nucleco: 40 siti contaminati, servono 100 miliardi per bonifiche

nucleare 15 novembre 2013

Ambiente, Nucleco: 40 siti contaminati, servono 100 miliardi per bonifiche

ROMA - (Public Policy) - "Attualmente sono stati individuati più di 40 siti radiologicamente inquinati da molteplici sostanze radioattive, tra cui in prevalenza Cesio-137. La maggior parte di questi siti è in Lombardia, Puglia e Basilicata. Il costo complessivo per la loro bonifica è stimato in bel oltre i 100 miliardi di euro a fronte di un meccanismo di finanziamento spesso difforme o inesistente".

È quanto si legge nella relazione della Nucleco, consegnata alle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, nel corso delle audizioni informali che si stanno svolgendo nell'ambito della discussione della risoluzione a firma Gianluca Benamati (Pd) per cercare di impegnare il Governo sul "completamento della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e del processo di smantellamento degli impianti nucleari".

La Nucleco spa è l'ente che si occupa della raccolta, della gestione e della custodia dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività, prodotti a livello nazionale, anche di origine medico e industriale. La società per azioni è controllata per il 60% dalla Sogin (la società, interamente partecipata dal ministero dell'Economia, che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari) e per il restante 40% dall'Enea (l'agenzia nazionale per lo sviluppo delle nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile). Nella relazione si legge anche che tra i comuni interessati alla contaminazione ci sono "a nord, Rovello Porro (Co), Ambivere (Bg), Brescia, mentre al sud, Tito Scalo (Pz), Statte (Ta)".

Secondo la Nucleco "si tratta di situazioni in cui si sono verificate contaminazioni in siti privati, di cui oggi non si conosce più il proprietario (ad esempio a causa di fallimenti) o situazioni in cui, con difficoltà, gli stessi proprietari non riescono a far fronte ai costi di bonifica di situazioni di contaminazione non riconducibili a loro dirette responsabilità".

"In vari casi - prosegue la relazione -, i comuni interessati alla problematica hanno ipotizzato forme di finanziamento che nella sostanza non sono andate oltre il semplice intervento di messa in sicurezza provvisoria, con necessità di ulteriori interventi nei prossimi anni". Per la società dunque "è auspicabile in tal senso un intervento governativo che possa reperire gli opportuni fondi necessari, facendo riferimento a forme di finanziamento pubblico o della comunità europea". (Public Policy)

NAF

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