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AMBIENTE, ORLANDO: EFFICIENZA, ABBATTERE LE CASE ABUSIVE E NIENTE CONDONI

orlando 22 maggio 2013

ILVA, LEGAMBIENTE AL GOVERNO: NON ANNACQUATE L'AIA

(Public Policy) - Roma, 22 mag - "Agire per rispondere a 34
procedure di infrazione europea, in buona parte causate
dalla mancanza di coordinamento tra il governo centrale e
quelli regionali". É una delle prime azioni che Andrea
Orlando si propone di intraprendere come ministro
dell'Ambiente, come spiega in un'intervista a Repubblica.

Orlando oggi sarà alla Camera, in commissione Ambiente, a
esporre le 'linee programmatiche' del suo dicastero.
"Ho già convocato - spiega il ministro - una riunione di
tutti gli assessori all'Ambiente delle Regioni e intendo
mantenere questo filo diretto per dare unitarietà alla
nostra azione in campo ambientale".

Tra i problemi su cui occorre intervenire subito, Orlando
individua l'edilizia abusiva, il sostegno al risparmio
energetico nell'edilizia, il rilancio delle rinnovabili,
"avviando un piano per smantellare le centrali più
inquinanti, come quelle a carbone".

"Il condono è fuori discussione - dichiara il ministro
dell'Ambiente - fa parte di quel passato che ci crea ancora
oggi tanti problemi". Ma fermare il condono, per Orlando,
"non basta". Priorità immediata è l'abbattimento degli
edifici sugli alvei dei fiumi. "Una casa illegalmente
costruita nell'area occupata dalla piena di un torrente può
causare morti: dobbiamo lasciarla lì?".

Sugli sgravi fiscali per il risparmio energetico: "Vanno
difesi perché producono una serie di vantaggi. Ci aiutano a
rispettare gli impegni europei sull'efficienza energetica;
fanno emergere il lavoro aumentando il gettito fiscale,
creano un volano industriale". Per tradurre la domanda
potenziale connessa a queste defiscalizzazioni, per Orlando
bisogna però "dare certezza agli imprenditori. Non si può
andare avanti cambiando le regole ogni sei mesi".

Sugli incentivi alle rinnovabili, Orlando parla di "qualche
errore, che ha portato a un eccesso di incentivazione". Ora,
per il ministro, "è necessario alleggerire il peso della
burocrazia che è diventato un ostacolo per le rinnovabili".
Obiettivo è "immaginare norme snelle che permettano uno
sviluppo attento del settore con particolare riguardo ai
piccoli impianti da installare nelle case".

Il sistema elettrico italiano, riconosce il ministro
dell'Ambiente, soffre di sovracapacità produttiva, anche per
via dell'eccesso di potenza da rinnovabili installata negli
ultimi anni. La soluzione, per Orlando, sta nello
spegnimento delle centrali più vecchie: "Penso occorra
avviare una seria ricognizione delle centrali obsolete
esistenti per programmare un processo graduale di
dismissione degli impianti a carbone". (Public Policy)

LEP

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