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L'Anac torna più forte di prima: ecco perché

appalti 26 maggio 2017

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - L'Anac riacquista i poteri persi col correttivo del Codice appalti, ma cambiano forma.

L'emendamento presentato dal Governo alla manovrina, infatti, non ricalca la norma depennata dal Codice appalti, la cui eliminazione aveva sollevato tante polemiche, ma la ridefinisce e in qualche modo la potenzia.

La norma cancellata, infatti, prevedeva quella che è stata definita una 'raccomandazione vincolante'. Qualora l'Autorità guidata da Raffaele Cantone avesse rilevato gravi inadempienze da parte di una stazione appaltante e casi evidenti di illegittimità, poteva imporre il ritiro in autotutela di un atto, pena la multa del dirigente. Tra le facoltà, anche la possibilità di rimuovere gli eventuali effetti degli atti illegittimi.

Un potere vasto che l'Anac poteva esercitare in totale autonomia, senza il coinvolgimento della giustizia ordinaria. Una facoltà così penetrante che l'Anac (oltre a dotarsi di un Regolamento per dare una 'cornice' attuativa alla misura) non l'ha mai utilizzata.

L'emendamento in manovra, invece, stabilisce che l'Anac potrà "agire in giudizio contro i bandi, gli atti generali e i provvedimenti relativi a contratti di qualsiasi stazione appaltante che violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi o forniture".

Inoltre, se l'Autorità "ritiene che una stazione appaltante abbia adottato un provvedimento affetto da gravi violazioni" del Codice appalti, "emette entro 60 giorni dalla notizia della violazione un parere motivato nel quale indica specificamente i vizi di legittimità riscontrati". Cosa accade se la stazione non si conforma? "L'Anac può presentare ricorso, entro i successivi tra giorni, innanzi al giudice amministrativo".

Palla quindi al Tar, che avrà il compito di dirimere la contesa. Ma - ed è qui il raffarzamento dei poteri dell'Autorità - sarà la stessa Anac, con proprio regolamento, a "individuare i casi e le tipologie di provvedimenti" in relazione ai quali esercitare questi poteri. Sarà quindi la stessa Autorità a definire il campo da gioco.

Un potere che, rispetto alla 'raccomandazione vincolante' potrà essere usato con più frequenza. (Public Policy)

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@fraciaraffo

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