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Anticorruzione, Cantone "apre" all'ipotesi di agenti provocatori e sotto copertura

anticorruzione 06 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - "Non è assolutamente scandoloso cominciare a pensare che si possa introdurre, anche con riferimento ai fatti corruttivi, la figura dell'agente provocatore. Sarei un po' cauto nell'adottare sistemi che vengono dal mondo anglosassone dove l'agente provocatore è colui che va materialmente a provocare offrendo la tangente". A dirlo è stato Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, in audizione davanti la commissione Giustizia della Camera sul ddl anticorruzione, già approvato dal Senato.

"Credo invece - ha aggiunto - che ci sarebbe uno spazio per prevedere meccanismi che riguardano l'utilizzo dell'agente sotto copertura, che svolgerebbe una funzione di comprensione dall'interno dei meccanismo dell'attività associativa". (Public Policy)  NAF

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