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ANTICORRUZIONE, FORMAZIONE E TRASPARENZA, LE NOVITÀ NEL PIANO NAZIONALE

fisco 13 maggio 2013

ANTICORRUZIONE, FORMAZIONE E TRASPARENZA, LE NOVITÀ NEL PIANO NAZIONALE

(Public Policy) - Roma, 13 mag - "Il ministero della
Pubblica amministrazione sta per varare il Piano
anticorruzione che tutte le amministrazioni dello Stato
dovranno adottare". È quanto annuncia il neosegretario
generale di Palazzo Chigi Roberto Garofoli, intervistato da
Public Policy durante il convegno di oggi della FormezPa a
Roma, "La Legge 190/2012. Contrasto della corruzione nella
Pa".

Garofoli, che nel precedente governo ricopriva il ruolo di
capo di gabinetto del ministro Filippo Patroni Griffi, è
stato uno degli estensori della legge 190/2012 (la legge
anticorruzione) oggi al centro del dibattito e confronto tra
esperti, capi di uffici legislativi, e amministrazioni, per
affrontarne le criticità, le difficoltà applicative, i nuovi
progetti di formazione previsti nelle scuole e negli enti
locali e territoriali.

"La legge e tutti i decreti attuativi - spiega il
segretario generale della Presidenza del consiglio - hanno
un carattere fortemente innovativo per la nostra cultura amministrativa.
Questa è la ragione principale delle difficoltà riscontrate a livello locale
ed è per questo che è stato organizzato questo convegno. La
legge impone l'obbligo a tutte le amministrazioni dello
Stato di organizzarsi per la prevenzione e la repressione
della corruzione".

Sul fronte della trasparenza, le amministrazioni saranno
obbligate per esempio a pubblicare tutti gli incarichi
apicali e le consulenze esterne pena un alt ai contratti.
Inoltre, dovranno essere pubblicati tutti i flussi economici
dei gruppi politici, pena l'abbattimento del 50% dei
finanziamenti previsti.

"Infine - dice Garofoli - una delle novità di assoluto
rilievo, che rivoluziona tutte le leggi sull'accesso agli
atti degli Anni '90, è 'l'accesso civico': chiunque può
chiedere e ottenere accesso agli atti amministrativi", anche
in assenza di un interesse legittimo.

Ovviamente, gli obblighi previsti dalla legge
anticorruzione non si applicano per la Camera dei deputati e
il Senato della Repubblica.
"La legge 190 - prosegue il segretario generale - prevede
quindi una serie complessa di obblighi per il rispetto dei
quali sia il dipartimento della Funzione pubblica sia il
Civit svolgeranno opera di formazione e
accompagnamento".

Ma, secondo quanto emerge
dal convegno, è necessario lavorare anche e soprattutto
sulla cultura e sulla formazione. Ed è per questo che la
Formez ha organizzato un progetto pilota con le scuole
superiori in tutti municipi romani, e 2 progetti pilota a
Cagliari.

Sul doppio ruolo del magistrato che ricopre ruoli apicali
nei ministeri, Garofoli smentisce categoriamente l'esistenza
di un qualsiasi conflitto d'interesse: "Voglio sottolineare
che non esiste alcun conflitto d'interesse. Il magistrato è
in realtà una risorsa preziosa per la Pubblica
amministrazione".

Sulla mancata adozione del decreto legislativo da parte del
Governo Monti che prevedeva l'obbligatorietà del
collocamento fuori ruolo della magistratura (esclusiva
Public Policy del 28 marzo scorso; Ndr), Garofoli getta poi
acqua sul fuoco: "Quel decreto legislativo non avrebbe
cambiato molto. Già oggi noi magistrati siamo in fuori
ruolo, quel decreto avrebbe ulteriormente ampliato l'obbligo
solo per i capi del legislativo". Il riferimento è ai
magistrati che studiano e lavorano sui disegni di legge
governativi e sugli emendamenti.

Sulle indennità infine chiarisce: "Noi magistrati fuori
ruolo prendiamo come indennità soltanto il 25% sullo
stipendio, ovvero 1.500-1.600 euro al mese in più". Il
segretario generale riconosce la necessità di porre un
limite temporale ai magistrati fuori ruolo: "Dieci anni -
argomenta - mi sembrano giusti e opportuni e per evitare che
un magistrato cristalli posizioni di potere eccessivi. Ma
questo limite temporale non deve valere solo per i
magistrati ma per tutti". Tipo? "I professori universitari,
per esempio".

Intanto però, secondo fonti interne, venerdì scorso al
Consiglio di Stato si è tenuta una seduta plenaria piuttosto
infuocata. L'argomento? I magistrati che presto saranno
chiamati a ruoli apicali in sede governativa.
Palazzo Spada è a corto di magistrati e non vuole cederne
altri a Palazzo Chigi e ai vari ministri che ne stanno
facendo richiesta. Molti togati vorrebbero che il Governo
intervenisse con un nuovo disegno di legge delega per
impedire che i magistrati diventino capi di uffici
legislativi. Un nuovo ddl delega sarebbe indispensabile
visto che la precedente delega è scaduta, quindi decaduta.
(Public Policy)

SAF

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