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Antidoping alla Camera: l'audizione della Nado Italia

anti doping 08 luglio 2016

ROMA (Public Policy) - Sulla opportunità di conferire a Nado Italia una diversa organizzazione formale "mi preme osservare che, sul piano operativo, l'attuale autonomia funzionale è già a livelli di piena garanzia".

È quanto si legge in una memoria depositata in commissione Cultura alla Camera da Leonardo Gallitelli, responsabile di Nado Italia, la struttura antidoping del Coni.

L'audizione si è svolta all'interno dell'esame di una risoluzione Pd secondo cui la presenza dell'Agenzia Coni-Nado in seno al Coni "disattende" quanto previsto dalla normativa italiana e dal Codice mondiale antidoping ed "evidenzia con assoluta chiarezza la necessità di un organo terzo rispetto al Coni" per i controlli antidoping.

Secondo i firmatari della risoluzione "l'attuale titolarità del Coni sull'Agenzia si configura come un sistema 'controllore/controllato' che non garantisce l'indipendenza dei controlli e accertamenti sugli atleti, in particolare quelli di vertice ed inseriti nelle competizioni olimpiche e mondiali".

E proprio sul punto ha risposto Gallitelli, già comandante dell'Arma dei carabinieri: l'organizzazione attuale di Nado "garantisce la piena e incondizionata efficienza" dell'Agenzia.

Per questo, in riferimento "alla ravvisata opportunità di conferire a Nado Italia una diversa organizzazione formale e fermo restando l'assoluto rispetto per la sovrana volontà del legislatore, mi preme osservare che, sul piano operativo, l'attuale autonomia funzionale è già a livelli di piena garanzia", si legge ancora nella memoria.

"Le decisioni di tutti gli organi di Nado sono espressione di autentica imparzialità ed esclusivamente finalizzata a debellare il fenomeno doping in ogni sua evidenza e ovunque si manifesti".

Gallitelli ha spiegato i motivi per cui boccia una diversa organizzazione operativa. "L'eventuale differente organizzazione formale, sia essa un'Agenzia o qualsivoglia altra struttura, non credo possa essere totalmente esterna al mondo dello sport".

Quindi "l'eventuale nuova veste organizzativa non potrebbe prescindere dai collegamenti funzionali con il Coni perchè l'antidoping deve poter contare sul respiro corale e coordinato di tutti i soggetti coinvolti nel mondo dello sport, ciascuno con le proprie attribuzioni", è ancora il punto di vista di Gallitelli.

Che continua: "Stimo davvero improbabile affiancare il laboratorio antidoping di Roma ad altri laboratori, perchè l'accredito della Wada (l'Agenzia mondiale antidoping, Ndr), obbligatorio e vincolante per la validità legale delle analisi, è subordinato ad onerosissimi investimenti e all'impiego di riconosciuti professionisti con altissima specializzazione".

In sostanza, per Gallitelli "essere esterni non è sinonimo di efficienza, nè postula di per sè la ricercata imparzialità" che "sono piuttosto frutto della qualità e della organizzazione delle risorse in campo. Spetta agli interpreti della funzione dare corpo all'efficacia dell'azione e preservare, nella sostanza e anche sul piano della percezione, l'equidistanza dell'organismo dagli eterogonei interessi coinvolti, da chiamare semmai a concorrere per il perseguimento dei comuni obiettivi di pulizia morale dello sport". (Public Policy) FRA

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