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Antimafia, Bindi: noi avanguardia in Ue nella confisca dei beni, ma adesso serve una riforma

mafia 16 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - "La ricchezza derivante dalla sopraffazione e dalla violenza deve essere sottratta al potere mafioso, loro ci costruiscono il consenso sociale". È stata fatta "molta strada in questi anni, grazie anche "all'impegno di molte associazioni a partire da Libera", e l'Italia è "ora in posizioni di indiscussa avanguardia, l'Europa stenta a raggiungerci sul terreno avanzato della nostra legislazione. Ma oggi serve reintervenire".

Lo dice in aula alla Camera la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi (Pd), durante la discussione della "Relazione sulle prospettive di riforma del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata", di cui l'esponente Pd è relatrice.

Per quanto riguarda le proposte della commissione, si tratta di "interventi normativi volti innanzitutto a modificare il Codice antimafia, approvato nel 2011, che presenta a nostro avviso alcuni limiti, vere e proprie mancanze che vanno colmate, parti che vanno modificate. Noi proponiamo, per quanto riguarda la prevenzione, sezioni specializzate sia in primo che in secondo grado per garantire l'efficacia e la rapidità del procedimento. Proponiamo inoltre che la competenza per il coordinamento faccia capo, oltre che al procuratore nazionale, anche a quello distrettuale".

E ancora: la commissione propone di "prevedere l'esecuzione del sequestro a cura della polizia giudiziaria, la condanna del preposto al pagamento delle spese processuali, un sistema di tutela dei terzi, la prosecuzione delle attività delle imprese sequestrate".

Bindi chiede inoltre di "prevedere espressamente che ai fini del giudizio sulla sproporzione non si tenga conto dei proventi da evasione fiscale o altra attività illecita". Fondamentale è riformare l'Agenzia nazionale per i beni confiscati, perchè - si legge nel testo - "ha rivelato criticità e stasi operative pressoché insuperabili".

La deputata del Pd si dice infine stupita della nomina, da parte dell'ultimo Cdm, del prefetto Umberto Postiglione, a nuovo direttore dell'Autorità, "auspicando che il mandato sia inteso dal destinatario e dal governo in un senso di profonda riforma". Un ultimo accenno sulla vendita dei beni confiscati: "Continuiamo a considerarla una misura residuale", la destinazione dev'essere "sociale", conclude Bindi. (Public Policy)

GAV

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