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Cosa ne pensa Ciucci (Anas) di general contractor e appalti

appalti 15 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - "Una delle misure importanti" per rivedere il sistema del contraente generale (o general contractor), "potrebbe essere quella di riportare la figura del direttore dei lavori dalla parte della stazione appaltante, questo aiuterebbe anche i controlli".

A dirlo è stato il presidente di Anas, Pietro Ciucci, nel corso di una audizione, davanti la commissione Ambiente della Camera. "Il problema del contraente generale l'ho sollevato più volte - ha aggiunto Ciucci - Anas è forse quella che ha fatto più ricorso a forme di contraente generale e abbiamo messo in evidenza tante volte la necessità di completare la normativa, non solo di rivederla, perché non vengono delineate bene quali sono le competenze e i rischi".

Sul tema è intervenuto lo stesso presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci (Pd), spiegando come "dal caso siciliano emergono criticità dovute anche all'eredità della legge Obiettivo che prevede che il direttore dei lavori venga deciso dal general contractor. Al contrario - sottolinea Realacci - il direttore dei lavori, specie nella realizzazione di opere pubbliche, dovrebbe essere un soggetto terzo. Esigenza riconosciuta oggi dallo stesso presidente dell'Anas".

Per Ciucci in una prima definizione di general contractor "c'era stata una sottolineatura dell'aspetto finanziario, immaginata anche per contenere l'impegno finanziario per la realizzazione delle opere, anche se questo obiettivo, con le successive modifiche, è stato totalmente vanificato".

"Più in generale nella normativa sugli appalti bisogna ridurre la parte burocratica e finanziaria a favore della qualità delle opere - ha commentato Realacci - In una battuta: nella realizzazione delle opere si dia più spazio a ingegneri, architetti e geologi, meno ad avvocati e burocrati. Anche a questo devono servire il recepimento delle normative europee e la semplificazione delle normative sugli appalti. Un caso come quello siciliano non è accettabile, tanto più in un paese in cui ancora oggi usiamo ponti e strade romani costruiti 2000 e passa anni fa". (Public Policy)

NAF

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