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La delega appalti approvata al Senato, spiegata bene

appalti 19 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - di Francesco Ciaraffo - Primo passo verso il nuovo Codice degli appalti. Il ddl delega approvato al Senato e atteso alla Camera autorizza il governo ad adottare un decreto legislativo (entro 6 mesi) per l'attuazione di tre direttive europee (sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) che sostituirà le attuali norme in materia.

Quello uscito da Palazzo Madama è un testo molto più ricco rispetto a quello entrato: si è arrivati a superare i 50 principi rispetto ai 14 del ddl governativo e ai 31 del nuovo testo base dei relatori, Stefano Esposito (Pd) e Lionello Marco Pagnoncelli (Conservatori e riformisti), proposto in commissione Lavori pubblici al Senato.

STOP A MASSIMO RIBASSO
Tra le novità più rilevanti, arriva uno stop per le aggiudicazioni con il massimo ribasso.

'Utilizzo, per l'aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, misurata sul 'miglior rapporto qualità/prezzo', regolando espressamente i casi e le soglie di importo entro le quali è consentito il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d'asta, nonché determinazione delle modalità più agevoli di individuazione ed esclusione delle offerte anomale, con particolare riguardo ad appalti di valore inferiore alle soglie comunitarie', è infatti uno dei criteri centrali della delega.

L'applicazione dell'aggiudicazione del prezzo o del costo è esclusa per l'aggiudicazione dei contratti pubblici relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica per cui varrà solo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

CODICE SNELLO: DRASTICA RIDUZIONE NORME
Il nuovo Codice dovrà raggiungere l'obiettivo di 'una drastica riduzione e razionalizzazione del complesso delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative vigenti e un maggiore livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti', stabilisce ancora la delega.

All'interno di questo quadro, però, dovranno essere tenuti 'in debita considerazione gli aspetti peculiari dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e dei diversi settori merceologici e di attività e salvaguardando una specifica normativa generale di settore per quanto riguarda il settore dei servizi sostitutivi di mensa'.

Sempre nell'ottica di semplificazione e riordino del quadro normativo, si dovranno prevedere 'procedure non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e i contratti di concessione' allo scopo di conseguire 'una significativa riduzione e certezza dei tempi relativi alla realizzazione delle opere pubbliche'.

Inoltre, si prevede di ridurre gli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti, con attribuzione a questi ultimi della piena possibilità di integrazione documentale non onerosa di qualsiasi elemento di natura formale della domanda.

ALT DEROGHE (TRANNE CHE PER PROTEZIONE CIVILE)
'Espresso divieto di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie - specifica ancora la delega - ad eccezione di singole fattispecie connesse ad urgenze di protezione civile determinate da calamità naturali, per le quali devono essere previsti adeguati meccanismi di controllo e di pubblicità successiva'.

INDIVIDUARE CASI PROCEDURA NEGOZIATA
Individuare 'espressamente' i casi nei quali, in via eccezionale, è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara. È quanto stabilito con l'approvazione di un emendamento dei relatori approvato.

Con l'emendamento si 'ribalta' un principio già contenuto nella delega che stabiliva l''armonizzazione delle norme in materia di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi ad essa prodromiche e successive individuando espressamente i casi nei quali, in via eccezionale, non è possibile ricorrere alla procedura negoziata senza precedente pubblicazione di un bando di gara'.

Il principio è stato arricchito in aula, inoltre, stabilendo 'il ricorso a conti dedicati per le imprese aggiudicatrici di appalti pubblici attraverso i quali regolare tutti i flussi finanziari dei pagamenti verso tutti i prestatori d'opera e di lavoro e verso tutte le imprese che entrano a vario titolo in rapporto con l'impresa aggiudicatrice in relazione agli appalti assegnati'.

Con lo stesso emendamento si stabilisce di prevedere 'un sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell'Anac, di penalità e premialità per la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici e di servizi, comprese imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi'.

RIVISTE NORME SU PUBBLICITÀ BANDI
La delega prevede la 'revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso principalmente a strumenti di pubblicità di tipo informatico e da prevedere in ogni caso la pubblicazione degli stessi avvisi e bandi in non più di due quotidiani nazionali e in non più di due quotidiani locali, con spese a carico del vincitore della gara'.

ANAC PIÙ FORTE: IN ARRIVO PIÙ POTERI
Promozione dell'efficienza, sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione.

E ancora: poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante. Sono i nuovi poteri attribuiti all'Autorità guidata da Raffaele Cantone. È comunque fatta salva l'impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall'Anac davanti agli competenti organi di giustizia amministrativa.

RIDOTTE LE STAZIONI APPALTANTI
È stato uno dei punti cruciali e dibattuti, con un punto di equilibrio raggiunto solo in aula. Si prevede 'per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, un livello di aggregrazione almeno regionale o di provincia autonoma, per gli affidamenti di importo superiore a 100mila euro e inferiore' alle soglie comunitarie 'aggiudicati da Comuni non capoluogo di provincia, livelli di aggregrazione subprovinciali, definendo a tal fine ambiti ottimali territorialmente omogenei e garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche'.

Il principio è stato inserito nella parte di testo che prevede il 'contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti'. Il loro numero dovrebbe essere fissato in circa 200 unità. (Public Policy)

@fraciaraffo

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