Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Appalti, l'Anac chiarisce sulla questione degli affidamenti a società 'in house'

appalti-pubblici 08 settembre 2016

ROMA (Public Policy) - "Nelle more, tenuto conto dell'efficacia non costitutiva ma meramente dichiarativa dell'iscrizione" nell'elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house "l'affidamento diretto alle società in house può essere effettuato, sotto la propria responsabilità, dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori in presenza dei presupposti legittimanti" e "a prescindere dall'inoltro della domanda di iscrizione". È quanto chiarisce l'Anac in un comunicato in merito al Codice appalti. Il chiarimento riguarda l'articolo 192 del Codice e sulla possibilità di effettuare affidamenti diretti alle società in house nelle more dell'emanazione, da parte dell'Autorità, dell'elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori.

"In un'ottica sistematica - spiega l'Anac - deve infatti ritenersi che la previsione dell'art. 192, comma 1, (secondo cui la domanda di iscrizione consente alle amministrazioni di procedere ad effettuare affidamenti diretti all'ente strumentale), presupponga l'istituzione dell'elenco e l'adozione dell'atto dell'Autorità e, conseguentemente, che la disposizione non valga a istituire, nel diverso attuale contesto, la pregiudizialità dell'inoltro della domanda rispetto alla possibilità di effettuare affidamenti in house". "Le domande di iscrizione all'elenco potranno essere inoltrate dopo l'adozione dell'atto dell'Autorità, coerentemente con i criteri e le modalità in esso definite", conclude la nota. (Public Policy) FRA

© Riproduzione riservata