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Armi e (quattro) militari: cosa cambia per l'Italia in Qatar

qatar doha 13 giugno 2017

ROMA (Public Policy) - "Attualmente i nostri militari" in Qatar (quattro, con funzione di collegamento nazionale con le forze aeree Usa) "continuano a svolgere la propria attività all'interno della base"  di Al Udeid, che ospita il personale del quartier generale avanzato Usa che svolge compiti di comando e controllo logistico per le operazioni in Iraq e in Afghanistan. Lo ha detto in IV commissione alla Camera Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa, rispondendo a un'interrogazione di Luca Frusone (M5s).

Per quanto riguarda i contratti di cessione di armi tra Roma e Doha, il rappresentante del Governo ha sottolineato come non si tratti "di cessione di materiale di armamento tra l'Italia ed il Qatar ma di un contratto tra l'industria nazionale (Fincantieri e MBDA Italia) e il ministero della Difesa del Qatar". Il controllo dell'esportazione di materiale di armamento, prevista da questo contratto, ha spiegato Alfano, "è disciplinata dalla legge 185/90" ("Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento").

Le richieste delle imprese italiane per l'esportazione e la cessione di materiale d'armamento "sono gestite dall'Uama, l'Unità autorizzazione materiali di armamento" della Farnesina, "che agisce - ha detto ancora Alfano - 'caso per caso', attenendosi alla normativa italiana, europea ed internazionale, acquisito il parere finale del comitato consultivo di cui fanno parte i rappresentanti dei vari dicasteri".

Il sottosegretario alla Difesa ha precisato come non vi siano "embarghi, sanzioni o misure restrittive in corso" nei confronti del Qatar, "da parte dell'Onu o dell'Unione europea". Se ci fossero, "l'Italia vi si adeguerebbe prontamente". (Public Policy) GAV

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