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Assicurazioni e calamità naturali, una storia
di dossier mancati

terremoto 24 agosto 2016

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - Una polizza assicurativa per le calamità naturali, come i terremoti e le alluvioni, per tutte le regioni italiane senza che le compagnie possano scegliere discrezionalmente le zone dove assicurare. È l'ipotesi di cui più volte si è discusso nel nostro paese, nelle istituzioni e fuori, soprattutto a ridosso di eventi calamitosi, ma che non ha mai trovato concreta attuazione. È probabile che dopo il sisma di questa notte, che hanno colpito diverse zone del Centro Italia, il tema torni all'ordine del giorno. Negli anni le ipotesi per introdurre un sistema di polizze antiterremoti o simili (obbligatorie o facoltative) sono state diverse. Nessun governo ha dato però seguito ai progetti. E così l'Italia è rimasta indietro sopratutto rispetto ad altri paesi europei come Belgio, Danimarca, Spagna, Ungheria, Francia, Turchia e Gran Bretagna.

LE COPERTURE ITALIANE - Mentre in molti paesi esteri sono le assicurazioni a farsi carico dei rischi (vedi la Francia) in Italia è lo Stato che continua a sobbarcarsi i costi delle ricostruzioni e non sempre in modo efficace e celere. Già da qualche anno le polizze per gli eventi calamitosi esistono, ma la loro diffusione è bassa. Secondo un dossier del 2015 di Ania, l'associazione delle imprese assicuratrici, la diffusione tra le abitazioni di polizze per terremoti e alluvioni resta medio-bassa. "Un'impresa che intenda coprire il rischio alluvione con un assicuratore - si legge nel dossier di Ania - trova facilmente sul mercato una polizza che fa al caso suo. Normalmente si configura come estensione ai principali rischi inclusi nelle polizze multirischio. Diverso è il caso delle abitazioni private. In questo caso l'ombrello assicurativo si apre a metà. Da qualche anno si vanno diffondendo sul mercato polizze che coprono il rischio terremoto. Una protezione specifica per le alluvioni non è invece facilmente reperibile". Non solo, al momento per le compagnie italiane non c'è l'obbligo di assicurare tutto il territorio italiano senza fare distinzioni. In sostanza possono decidere con discrezione assoluta le zone dove assicurare, privilegiando quelle dove il rischio è vicino allo zero.

IL CASO FRANCESE - In Francia (legge del 1982) le garanzie sulle catastrofi naturali sono un'estensione in qualsiasi contratto di assicurazione. Le compagnie, in sostanza, non possono rifiutarsi di sottoscrivere questo tipo di polizze in qualunque zona del paese, anche quelle più a rischio.

IVASS: FORME ASSICURATIVE PUBBLICO-PRIVATE - Nel 2009 l'autorità che vigila sul settore assicurativo, l'Ivass (allora si chiamava Isvap), aveva lanciato una sua proposta e su cui le compagnie assicuratrici concordavano: favorire le ricostruzioni con un sistema di polizze antiterremoti, una specie di "soluzione di mercato" per i sismi, prevedono forme assicurative con una collaborazione pubblico-privato, magari assegnando allo stato una funzione di riassicuratore di ultima istanza.

IL TENTATIVO DEL GOVERNO MONTI - Prima del terremoto in Emilia Romagna del Maggio 2012 il governo Monti aveva previsto nella bozza del decreto legislativo 59/2012 (riforma della Protezione civile) un regime di assicurazione obbligatoria per gli edifici privati. Tale previsione è stata però poi cancellata dal testo definitivo della norma durante l'esame parlamentare. Nel testo sono stati previsti invece una serie di criteri direttivi che avrebbero dovuto far parte di un regolamento 'ad hoc' sulle "Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamitaà naturali".Il decreto attuativo che avrebbe dovuto contenere il regolamento non è però mai stato scritto.

LE IPOTESI DEL 2012 - Quattro anni fa, insomma, l'ipotesi era di estendere la copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro qualsiasi danno e di esclusione, anche parzialmente, l'intervento statale per i danni subiti da fabbricati. Avrebbero dovuto occuparsene le compagnie assicuratrivi. Non solo, si puntava a introdurre incentivi di natura fiscale, tramite regimi agevolativi all'imposta sul premio di assicurazione, ovvero la deducibilità, anche parziale, del premio sull'Irpef e Ires dell'assicurato.

IL DOSSIER DEL GOVERNO RENZI  - Due anni fa, a novembre 2014, anche il governo Renzi ha studiato un intervento sul tema ma mai realizzato. A ridosso dell'alluvione che ha colpito le regioni del Nord l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio (oggi ministro dei Trasporti), aveva annunciato che il governo stava valutando l'ipotesi di introdurre un'assicurazione obbligatoria per soggetti pubblici e privati contro le calamità naturali. Anche in quell'occasione si ipotizzava di poter scaricare il costo dell'assicurazione, o una parte di esso, dalla dichiarazione dei redditi.

QUANTO COSTEREBBE Ma quanti costerebbe una polizza? Secondo uno studio realizzato da Ania su dati Istat nel 2010 assicurarsi contro le calamità naturali comporterebbe l'esborso di 75 euro all'anno per ogni abitazione così ripartiti: 67 euro per ogni casa al Nord Italia, 91 euro al Centro e 72 euro al Sud. (Public Policy) @ricci_sonia

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