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Occhio alle proposte sui partiti, dice Staderini (Radicali)

comunismo 18 marzo 2016

ROMA (Public Policy) - Con le proposte di legge sulla regolamentazione dei partiti, all'esame della commissione Affari costituzionali alla Camera, "c'è un ritorno un po' silente del sistema, ante 1993, del partito-istituzione. State andando verso questa strada. Servono regole ferree".

A dirlo l'ex segretario di Radicali italiani, Mario Staderini, in audizione di fronte alla I commissione di Montecitorio sull'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione.

Fino al 1993, ha spiegato Staderini, "il partito" era visto "come un'istituzione e aveva un ruolo diretto ed esplicito" nella vita politica e istituzionale, "con, ad esempio, la scelta delle nomine". Durante la prima Repubblica, ha proseguito, "erano i partiti a indicare chi poteva fare lo scrutatore" durante le elezioni.

"Questo è un modello - ha detto Staderini - ma c'è anche un'altra concezione, minoritaria e di cui faccio parte, quella di non considerare il partito come un'istituzione ma come un tramite, come espressione collettiva dei cittadini".

Se la scelta, ha concluso, cadrà sul primo modello "allora è bene prevedere una forte regolamentazione della vita interna" delle forze politiche, anche per quanto riguarda "il finanziamento pubblico".

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SOR

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