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La tranquilla audizione dell'Agcom in Vigilanza Rai

rai 23 giugno 2016

di Flavia Scicchitano

ROMA (Public Policy) - Scontro tra istituzioni in commissione Vigilanza Rai, dove mercoledì pomeriggio era in programma l'audizione del presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani, per acquisire i dati sullo spazio dato in Rai ai sostenitori del e del no al referendum costituzionale di ottobre.

Quando, al momento di illustrare la relazione, Cardani ha annunciato ai parlamentari di non poter fornire i dati in quanto "ricevuti cinque, dieci minuti prima di salire in macchina" e richiesto "la grazia di un'ora o due di ritardo per analizzarli e discuterli con i miei collaboratori, poi li manderemo in posta elettronica", è scoppiata la polemica.

"È dal 9 giugno che attendiamo dati che non sono arrivati - ha risposto il presidente della commissione, Roberto Fico (M5s) - È un diritto assoluto della commissione e di tutte le forze politiche averli. Non lo reputo un atteggiamento degno di rapporti istituzionali tra Parlamento e Autorità indipendente e se oggi questi dati non vengono forniti per me si incrinano i rapporti con l'Agcom".

Ma a scatenare l'ira di Fico sono anche altre affermazioni: "Pur dando il giusto rilievo a una domanda della commissione parlamentare vorrei ricordare che abbiamo tantissime altre cose da fare - aveva infatti aggiunto Cardani - e l'ufficio competente è travolto da continue urgenze con scadenze di legge. Per cui la responsabilità della mancata consegna la prendo totalmente io".

"Anche qui abbiamo molto da fare e gli uffici lavorano tantissimo nella massima trasparenza e cerchiamo di rispondere tempestivamente a tutti - ha ribattuto Fico - Lo trovo molto grave. Tra l'altro non ho compreso come avete fatto la nota di richiamo alle emittenti senza avere i dati aggregati, significa che avevate dati grezzi su cui avete fatto una nota a caso. È assurdo e preoccupante, è un caso incredibile".

Anche il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta, è intervenuto nella discussione con toni abbastanza alterati: "La relazione potevo leggermela a casa mia - ha detto - Non ci ha dato nessuna informazione aggiuntiva. Da più parti si è rilevata lo straboccare da parte del governo o delle forze di maggioranza a favore del sì referendario rispetto al no e dai dati che abbiamo avuto a disposizione abbiamo verificato lo squilibrio spaventoso nel servizio pubblico. Agcom si esprima con i dati richiesti in modo che l'opinione pubblica sia al corrente della violenza operata da governo e maggioranza".

Sul punto si è espresso anche il deputato di Sinistra italiana-Sel, Nicola Fratoianni: "La consegna non può tardare oltre, i dati devono essere immediatamente consegnati alla commissione e resi pubblici. La campagna elettorale è in corso da mesi ed è diventata l'oggetto principale del conflitto politico".

Non tarda la replica di Cardani che, alla fine, terminata l'audizione, riesce a ottenere il tempo necessario per visionare i dati prima della consegna: "Se dico che non me la sento di consegnarli senza averli prima letti credo di adempiere a un mio dovere istituzionale per la missione della mia Autorità. Non credo debba nascere uno scontro interistituzionale per la richiesta di una persona di fare il suo dovere".

Alla fine, in serata, Fico ha pubblicato (e commentato) sulla sua pagina Facebook i dati dell'Agcom: "Finalmente dopo le mie reiterate richieste siamo riusciti ad ottenere dall'Agcom i dati sull'informazione che la Rai sta fornendo in merito al referendum costituzionale. Sono preoccupanti e confermano quello che era già evidente a tutti. Nei telegiornali della televisione pubblica dal 20 aprile al 6 giugno 2016: i sostenitori del SI hanno avuto quasi l'80% del tempo di notizia (ovvero 8 ore pari al 78%). I sostenitori del NO hanno avuto il 22% (ovvero 2 ore e 20 minuti). Ricordo che il tempo di notizia è il tempo dedicato da un giornalista all'illustrazione di un argomento".

Per il presidente della Vigilanza "si certifica così un netto squilibrio tra le posizioni in campo ingiustificabile e impensabile per un servizio pubblico. La Rai deve rimediare e riequilibrare immediatamente e deve assicurare ai cittadini un'informazione degna di questo nome, ovvero imparziale ed equilibrata". (Public Policy) FLA

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