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L'audizione di Della Vedova sulla situazione in Yemen, alla Camera

yemen 01 aprile 2015

ROMA (Public Policy) - "L'attuale crisi in Yemen rischia di compromettere il processo di transizione in un Paese che deve combattere il terrorismo e fronteggiare una crisi economica e sociale". Come ha ricordato il ministro Gentiloni al suo omologo saudita, "non sempre gli interventi armati riescono a risolvere le crisi", per questo è stata "accolta con favore" l'intenzione saudita "che l'intervento abbia caratteristiche limitate e difensive". Per l'Italia, infatti, "l'impegno negoziale dell'Onu è la via maestra per un'effettiva e duratura stabilità nel Paese".

Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, durante un'audizione nelle commissioni riunite Esteri di Camera e Senato sui recenti sviluppi della situazione in Yemen. "Riteniamo - ha aggiunto - che ogni escalation dell'attività militare possa ripercuotersi sulle prospettive" di pace e portare a un'alleanza tattica "tra al-Qaeda nella penisola arabica e" lo Stato islamico, "con riverberi pericolosi nella regione: è questo il motivo di principale preoccupazione per l'Italia".

Molto si è discusso del ruolo che gli Stati Uniti hanno nella vicenda: "Gli Usa - ha spiegato Della Vedova - hanno fornito supporto logistico e d'intelligence" all'intervento armato in Yemen di una coalizione di Paesi arabi a guida saudita, "ma senza parteciparvi direttamente".

"Dopo il colpo di stato degli Houthi la Farnesina ha chiuso l'ambasciata italiana a Sana'a il 13 febbraio scorso e rimpatriato il personale. Ha inoltre invitato - ha sottolineato ancora il sottosegretario - attraverso il proprio sito viaggiaresicuri.it i connazionali a lasciare il Paese, sin dal 10 febbraio scorso. Sono stati inviati anche sms e mail di allerta, invito reiterato dopo i bombardamenti sauditi".

Della Vedova ha condannato comunque i ribelli e i loro alleati, "che con le loro azioni unilaterali hanno messo a repentaglio la pace", e che dovrebbero desistere "dall'obiettivo di ottenere il controllo politico del Paese attraverso l'uso della forza".

"L'opzione", ha infine ribadito Della Vedova, replicando agli interventi dei parlamentari, "non può non essere che quella di vedere quello che sta succedendo", ancorché esibizione "muscolare", come "propedeutico a una riapertura del dialogo politico, anche per disinnescare scenari" già richiamati, come quello di un'alleanza tattica tra al-Qaeda e Isis. "Vi ribadisco - ha concluso il sottosegretario - che per quel che riguarda i nostri connazionali, come sempre stiamo facendo un lavoro h24 per affrontare le situazioni che ancora ci sono". (Public Policy) GAV

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