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"Come pesci in un acquario": le audizioni dei detenuti, alla Camera

carceri 04 novembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - "Durante il colloquio non si va mai oltre a ragionamenti del tipo 'Come stai? Come va? La sensazione è quella di parlare con un malato". "Ho visto crescere i miei figli prima tramite un vetro divisorio e poi tramite un bancone", a volte "gli incontri avvengono ogni sei mesi".

E durante i colloqui "siamo controllati a vista come dei pesci in un acquario". "È giusto che io paghi e che soffra ma che c'entrano i miei familiari?".

Sono la parole dei detenuti del carcere "Due Palazzi" di Padova intervenuti, in videoconferenza su Skype, di fronte alla commissione Giustizia alla Camera sul tema delle relazioni familiari nelle carceri italiane.

Ad intervenire, oltre ai detenuti, anche alcuni familiari, persone che svolgono attività di volontariato nell'istituto e i rappresentanti della redazione della rivista "Ristretti orizzonti".

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@ricci_sonia

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