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Dal 'bail in' agli ogm, ecco la legge di delegazione Ue

ue 03 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - di Viola Contursi - Dalla direttiva sul 'bail-in' per risolvere le crisi bancarie a quella che limita l'uso degli Ogm; dall'attribuzione di più poteri alla Consob (dai prodotti finanziari assicurativi all'organismo che dovrà tenere l'albo dei consulenti finanziari) alle nuove norme sui tabacchi e sulle scambio di informazioni giudiziarie tra Paesi dell'Unione europea.

Queste alcune delle principali norme contenute nel ddl Legge delegazione europea 2014 che, a 10 mesi dalla sua emanazione, ha ricevuto in seconda lettura il via libera definitivo dal Parlamento italiano.

Ora, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il ddl diventerà legge e dovrà poi essere attuato con una serie di dlgs. Vediamo in sintesi le norme contenute nel testo, così come modificato dal Parlamento (nel solo passaggio al Senato).

PIÙ DIRETTIVE DA RECEPIRE. ANCHE SU OGM
Si è arricchito il numero di direttive europee che il governo è delegato ad adottare con propri dlgs. Tra questi ci saranno anche il recepimento delle direttive sulla costruzione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi, sugli ogm, sui diritti d'autore, sullo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale.

Sugli Ogm, in particolare, si stabilisce che si potrà chiedere di limitare o vietare la coltivazione di un Ogm sia durante la procedura di autorizzazione, sia dopo che questa sarà stata concessa.

SALVATAGGIO CON BAIL-IN ANCHE PER COOP Il governo, nell'adozione del dlgs con cui dovrà attuare la direttiva europea sulle crisi bancarie, dovrà valutare l'adozione dello strumento del bail-in dal 1° gennaio 2016 e 'l'opportunità di stabilire modalità applicative del 'bail-in' coerenti con la forma societaria cooperativa'.

Nella gestione delle crisi bancarie il dlgs del governo dovrà rispettare il 'riparto di attribuzioni tra la Banca d'Italia e la Consob previste a legislazione vigente'. Lo strumento del 'bail-in' prevede, in caso di crisi della banca, che siano gli stessi investitori (non solo i soci ma anche i creditori) a dover sopportare i costi del salvataggio, vedendo convertiti i propri crediti in capitale, ovvero azioni.

Il Movimento 5 stelle, in particolare, ha molto criticato questa norma, parlando di rischio 'di prelievo forzoso dai conti corrente'.

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@VioC

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