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Banche, Bankitalia: fino a 30 milioni in consulenze esterne per l'esame della Bce

bankitalia 01 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - "I costi che l'Istituto dovrà sopportare per la retribuzione del personale esterno sono, a parità di condizioni, inferiori rispetto a quelli di altri Paesi" ma la Banca d'Italia spenderà fino a "un tetto" di 30 milioni per i consulenti esterni" per le valutazioni approfondite della Bce in Italia su "25 intermediari: 15 gruppi in Italia e 10 unità di gruppi esteri".

Lo ha detto Carmelo Barbagallo, capo del dipartimento della vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia in audizione in commissione Finanze al Senato sul decreto che "prevede la possibilità per la Banca d'Italia di avvalersi di esperti esterni nell'ambito della cosiddetta 'valutazione approfondita' delle banche dell'Eurozona".

"Il costo complessivo connesso con l'utilizzo di personale esterno - ha aggiunto - è più contenuto rispetto a quello che molte autorità nazionali di altri Paesi stanno sostenendo. Esso, interamente a carico della Banca d'Italia è allo stato quantificato in poco più di 20 milioni di euro e può raggiungere un tetto di 30 milioni di euro qualora risulti necessario richiedere una serie di servizi aggiuntivi".

"L'uso di consulenti esterni non è nella prassi della Banca d'Italia, che ha sempre svolto i compiti di vigilanza attribuiti dalla legge esclusivamente con proprio, qualificato personale. Tuttavia, considerati gli obiettivi cruciali cui mira la valutazione approfondita, una serie di motivi rende necessario ricorrervi".

Tra i motivi Barbagallo elenca: "La complessità e i tempi serrati con cui deve essere condotto l'esercizio; l'esigenza di uniformarsi a quanto richiesto dalla Bce e a quanto stanno facendo tutte le Autorità nazionali coinvolte, per assicurare che anche i risultati sui sistema bancario italiano siano considerati robusti e credibili da tutte le parti interessate, a cominciare dagli investitori e dalle altre banche europee".

"Il ricorso ai consulenti esterni - ha ricordato - è limitato al solo espletamento del comprehensive assessment e risulta contenuto, anche grazie alla circostanza che la Banca d'Italia, differentemente da altre Autorità nazionali, può contare su un proprio corpo ispettivo e su un proprio personale addetto alla vigilanza, sia presso la sede centrale, sia presso le Filiali dell'Istituto".

"Dal prossimo novembre - ha ricordato Barbagallo - prenderà avvio il Meccanismo di vigilanza unico (Mvu), composto dalla Banca centrale europea (Bce) e dalle Autorità di vigilanza nazionali. Esso assumerà compiti di vigilanza sull'intero sistema bancario dell'eurozona, secondo uno schema che vede la Bce, in cooperazione con le Autorità nazionali, esercitare la diretta supervisione nei confronti dei gruppi bancari maggiori, mentre le Autorità nazionali svolgeranno la vigilanza sulle altre banche nell'ambito dei criteri definiti all'interno del Meccanismo di vigilanza unico".

"Il regolamento istitutivo del Meccanismo di vigilanza unico - ha aggiunto - prevede che la Banca centrale europea conduca, in vista dell'assunzione dei suoi compiti, una "valutazione approfondita" sulla situazione del sistema bancario europeo. L'esercizio è effettuato in base alle informazioni che le Autorità nazionali e le banche interessate sono tenute a fornire. Con comunicazioni del 23 ottobre 2013 e del 3 febbraio e 11 marzo scorso, la Bce ha reso noto modalità e tempi di conduzione del comprehensive assessment. La portata del progetto è imponente: sono coinvolti 128 gruppi bancari localizzati nei 18 Paesi dell'Eurozona, che rappresentano l'85% delle attività bancarie nell'area dell'euro; andranno esaminate attività ponderate per il rischio pari a 3,72 mila miliardi di euro. In Italia l'esercizio riguarda 25 intermediari: 15 gruppi italiani e 10 unità di gruppi esteri".

"Il comprehensive assessment - ha sottolineato - ha due obiettivi principali. Il primo è il rafforzamento delle banche che risulteranno più deboli. Il secondo è il miglioramento della qualità e dell'omogeneità delle informazioni, per innalzare i livelli di trasparenza e rassicurare il mercato sulla solidità e sull'affidabilità del sistema bancario dell'Eurozona". (Public Policy)

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