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Il Cnf in audizione: care banche, non siamo nel mondo ideale

borsa 09 novembre 2016

ROMA (Public Policy) - "Non c'è dubbio che, in un mondo perfetto, abbiano ragione coloro che ritengono che le dinamiche del mercato dovrebbero essere sufficienti a risolvere le 'patologie' e che quindi, in linea di principio, ha una sua ragionevolezza intrinseca il fatto che chi acquista obbligazioni, e in qualche modo anche chi deposita i propri risparmi in un conto corrente di una banca, sia, in casi particolari e salvo i limiti previsti dalla legge, esposto ai rischi. Questo però varrebbe in un mondo perfetto, che non è assolutamente quello attuale".

Lo dichiara Giuseppe Colavitti del Cnf (Consiglio nazionale forense) durante un'audizione in commissione Semplificazione sulla semplificazione e sulla trasparenza nei rapporti con gli utenti nei comparti finanziario, bancario e assicurativo.

"Perché questo sistema - argomenta - possa andare a regime senza costi sociali sproporzionati, a nostro avviso sono necessarie tre precondizioni: innanzitutto un'educazione finanziaria di base diffusa, quindi una sufficiente consapevolezza dei soggetti che si accostano a questo mercato, poi una sicura efficienza dei sistemi di vigilanza - e vari fatti di cronaca anche recenti segnalano come siamo ancora lontani da standard ottimali in termini di resa effettiva - e l'eticità e la correttezza deontologica degli operatori".

"In un mondo ideale, dove queste tre cose funzionano - conclude - noi potremmo permetterci un discorso, come dire, darwinista, dove chi non è in grado ne paga i costi, ma siamo ancora lontani da questo standard e dobbiamo lavorare in questa direzione, e l'avvocatura è a disposizione del legislatore per condividere questo impegno". (Public Policy) MAS

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