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Banche e dintorni: cosa chiede l'Italia a Bruxelles

banche ue 30 giugno 2016

aggiornamento 1° luglio: Il governo ha ottenuto dalla Commissione Ue di poter assicurare garanzie pubbliche alle banche quando raccolgono liquidità sul mercato (i dettagli - in abbonamento)

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Allentamento delle regole della cosiddetta Brrd e sul bail-in per permettere in casi eccezionali l'intervento dello Stato nel salvataggio di banche in crisi con una ricapitalizzazione. Che potrebbe passare da strumenti tipo i 'Tremonti bond' (quindi dei Padoan bond) oppure con una ricapitalizzazione diretta di Cdp, in cui mettere soldi del Tesoro.

Questa la principale trattativa, secondo quanto si apprende da fonti di governo, che l'Italia sta portando avanti in sede europea, per tentare di raggiungere un accordo di massima e avere in mano tutti gli strumenti necessari in caso ci sia una crisi bancaria a cui far fronte.

Il fronte più "caldo" che, secondo quanto si apprende, preoccuperebbe maggiormente il governo, si chiama Mps, che anche mercoledì ha perso chiudendo a -2,87%, aggiornando i minimi storici a 0,386 euro, nonostante stia costituendo la piattaforma che gestirà circa 28 miliardi di euro di sofferenze.

Una trattativa, quella dell'Italia con l'Ue, che sembra in salita, viste le parole della cancelliera Angela Merkel che da Bruxelles ci ha mandato a dire: "Abbiamo lavorato per darci regole comuni su risoluzione e la ricapitalizzazione delle banche. Non possiamo cambiare le regole ogni due anni. Le basi attuali offrono spazio per rispondere alle necessita di specifici Stati membri".

In effetti sia le attuali regole sugli aiuti di Stato sia la Brrd contengono già al loro interno delle deroghe previste in caso di impatto eccessivo o di rischi per la stabilità finanziaria.

La trattativa dell'Italia sarebbe quindi incassare l'ok di Bruxelles nell'appellarsi a questi "rischi eccessivi" in casi eccezionali, come potrebbe essere la ricapitalizzazione di Mps con soldi pubblici.

Dall'altra parte la nostra trattativa a Bruxelles, si apprende, punta ad avere la possibilità di finanziare un Fondo Atlante 2, o ricapitalizzare quello attuale, con più soldi da parte della Cdp (si parla di 5 miliardi) oltre che con risorse di fondi pensione e assicurazioni.

Perché, in questa seconda tranche, si occupi soprattutto della dismissione dei crediti deteriorati, magari anche grazie alla 'Sga', la societa' che rilevò alla fine degli anni '90 i crediti in sofferenza del Banco di Napoli, le cui quote sono tornate al Mef grazie al dl Indennizzi-banche. (Public Policy)

@VioC

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