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Niente tagli al fondo per l'amianto, ci pensa il Mef

amianto 12 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - È stato approvato dall'aula della Camera l'emendamento delle commissioni Finanze e Attività produttive al dl Banche che riscrive le coperture dell'estensione della platea delle startup innovative evitando il taglio di 2 milioni ai fondi per le bonifiche dall'amianto.

Durante l'esame del testo nelle commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio con un emendamento dei 5 stelle sono stati introdotti i commi 11-bis e 11-ter dell'articolo 4 prevedendo che possano accedere al regime di startup innovative le imprese che svolgono attività d'impresa da non più di 5 anni (mentre attualmente il limite è di 48 mesi) e che queste stesse aziende possano, fino al quinto anno dall'iscrizione, essere esentate dal pagamento dell'imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuali dovuti alle Camere di commercio.

Una misura che costa 2 milioni di euro nel 2015, 16,9 milioni di euro nel 2016, 11,1 milioni di euro nel 2017, 3,1 milioni nel 2018 e 6,5 milioni dal 2019. Le coperture sono state trovate con un intervento dei relatori sempre durante l'esame nelle commissioni. Tra queste, si prevedeva però di tagliare 2 milioni di euro nel 2015 ai fondi del ministero dell'Ambiente, che saranno a breve impegnati per le bonifiche dell'amianto.

Si è quindi, anche su pressione dello stesso ministero, provveduto a trovare una diversa copertura, evitando il taglio ai fondi per l'amianto. La nuova formulazione, quindi, prevede di trovare le risorse in parte dal Fondo taglia tasse (con un taglio di 1 milione di euro nel 2015, 13,8 milioni nel 2016, 8 milioni nel 2017 e 3,4 milioni dal 2019) e in parte con i fondi del Mef e del ministero della Giustizia (a quest'ultimo vengono tagliati 500 milioni di euro per quest'anno). (Public Policy) VIC

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