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Conversazione con Raffaele Tiscar sul piano banda larga

banda larga 01 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) -  di Francesco Ciaraffo - Il governo si aspetta a gennaio prossimo, da parte di Bruxelles, la notifica di coerenza tra il Piano banda ultralarga relativo alle aree a fallimento di mercato e la normativa europea sugli aiuti di Stato, per definire poi il modello organizzativo di attuazione delle misure. Ovvero: la forma da dare al contributo per la realizzazione dell'infrastruttura. La tappa successiva sarà stabilire, entro giugno, la destinazione delle risorse.

È quanto spiega, in una conversazione con Public Policy, il vicesegretario alla presidenza del Consiglio, Raffaele Tiscar, che cura il dossier Banda larga a Palazzo Chigi. Al momento, le ipotesi sul tavolo del governo per finanziare la realizzazione dell'infrastruttura sono tre: istituzione di forme di partenariato pubblico privato; erogazione di un contributo al privato; intervento diretto (attraverso Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo economico e attuatore del piano Banda ultra larga del governo).

Proprio sullo sviluppo dell'infrastruttura, Tiscar ha definito il possibile ruolo di Enel una "novità importante". Il colosso energetico, infatti, potrebbe avere un ruolo in occasione della sostituzione dei contatori, operazione che renderebbe più facile (ed economica) l'arrivo della rete nelle case. Enel può "abbattere in modo significativo" il costo di realizzazione dell'infrastruttura, ha spiegato ancora il vicesegretario a Chigi e può avere un "ruolo chiave" per il successo del Piano nelle aree a fallimento di mercato (i cosiddetti cluster C e D).

Per quanto riguarda l'intervento in legge di Stabilità sulla banda larga, Tiscar ha spiegato che si tratta di istituire con una norma gli interventi contenuti nel Piano per incentivare la domanda. Un'operazione, quindi, successiva allo sviluppo della rete. Gli strumenti sono il Fondo di garanzia per gli operatori che intervengono nelle aree non a fallimento di mercato, i voucher e il credito d'imposta.

Per questi ultimi due, come ha spiegato nelle scorse settimane il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, potrebbero trovare spazio proprio nella prossima Stabilità, indicata come "l'ipotesi migliore" di strumento normativo. (Public Policy)

@fraciaraffo

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