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Banda larga, si va verso la gara unica per costruzione e concessione

banda larga 10 maggio 2016

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Chi costruirà la rete per la banda ultralarga ne gestirà anche la concessione per l'utilizzo.

È questa, a quanto apprende Public Policy, l'intenzione del governo circa la realizzazione della rete per internet veloce nelle aree a fallimento di mercato (che rimarrà di proprietà pubblica).

Il documento messo in consultazione dal ministero dello Sviluppo economico, sul punto, indica due possibilità: la realizzazione della rete e la concessione per l'utilizzo saranno messe a gara, congiuntamente o disgiuntamente. L'intenzione del governo, come detto, è di scegliere per la prima ipotesi.

Anzi, si apprende, è proprio quanto indicato nel bando inviato alle Authority per l'espressione del parere (Agcom, Aeegsi e Anac) che ora dovranno dire la loro. Se su questo l'indicazione è chiara, dubbi invece rimangono sui tempi di pubblicazione del bando.

Sicuramente il mese giusto sarà giugno, ma difficile al momento dire se arriverà per la prima metà del mese o la seconda (al momento, spiegano alcune fonti, l'autorità più in ritardo per l'espressione del parere è l'Anac).

Il bando, comunque, sarà diviso in due step: il primo per la qualificazione (durante la quale i possessori o chi ha godimento di una rete deve metterla a disposizione); il secondo per la richiesta a partecipare.

Un'altra indicazione raccolta da Public Policy, riguarda il canone di concessione per l'accesso alla rete. Su questo, il documento Infratel indica che la gestione dei servizi wholesale, cioè all'ingrosso, passivi e attivi di accesso alla rete è svolta da un soggetto concessionario, con risorse proprie, a fronte di un "possibile" canone di concessione.

Questo, secondo quanto risulta a Public Policy, ci sarà e sarà differenziato per Regione. Nelle aree dove è prevista più richiesta di accesso alla rete il canone sarà più alto, mentre in quelle dove se ne preventiva meno sarà più basso.

Nel bando, poi, ci sarà la clausola di claw back, che permette di 'correggere' il canone in base al livello effettivo di accesso richiesto. Sarà poi a carico dell'operatore o comunque del concessionario il costo di accensione della fibra spenta.

Il bando, come detto, riguarderà la gara di costruzione (e non solo, anche gestione e manutenzione) della rete per la banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato, dove l'infrastruttura rimarrà di proprietà pubblica. (Public Policy)

@fraciaraffo

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