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Banda larga, il governo studia l'ingresso di Cdp in Telecom

cdp 09 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - di Viola Contursi - Il governo starebbe studiando una modifica al decreto 269/2003 (quello con il quale la CDP è stata trasformata in Spa) per permettere l'ingresso della Cassa Depositi e Prestiti in Telecom Italia, così da "convincerla" a sviluppare la rete di nuova generazione per la banda ultralarga insieme allo Stato. Lo si apprende da fonti governative.

Allo stato attuale la legge (al comma 8bis dell'articolo 5 del dl 269/2003) permette a Cdp di "assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale in termini di strategicità del settore di operatività, di livelli occupazionali, di entità di fatturato ovvero di ricadute per il sistema economico-produttivo del Paese" a patto però che queste società "risultino in una stabile situazione di equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico e siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività".

Secondo quanto si apprende, il governo starebbe pensando di ritoccare proprio questa parte della legge, così da permettere l'ingresso di Cdp in Telecom, anche senza "stabile situazione di equilibrio finanziario". I veicoli, viene raccontato, potrebbero essere un dm del Mise, un decreto legge (a questo punto da emanare dopo l'estate) o, per fare prima, un emendamento a uno dei dl in conversione in questo momento in Parlamento. (Public Policy)

@VioC

 

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