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BANKITALIA: L'EMILIA ROMAGNA PENALIZZATA DAL TERREMOTO

09 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 9 nov - Proseguendo la tendenza
delineatasi sul finire del 2011, nella prima parte del 2012
l'attività economica dell'Emilia-Romagna ha mostrato un
ulteriore indebolimento. La domanda e la produzione hanno
segnato una contrazione in tutti i comparti dell'industria.
L'elevata incertezza sulle prospettive economiche e
l'esistenza di capacità produttiva inutilizzata hanno
limitato i progetti di investimento per l'anno in corso. I
dati sono del bollettino della Banca d'Italia.

Solo le esportazioni hanno sostenuto la domanda. Anche se
in rallentamento rispetto all'anno precedente, in regione si
sono mantenute più dinamiche della media nazionale.
L'edilizia permane in uno stato di crisi, sia nella
componente residenziale sia in quella pubblica. Le
compravendite di abitazioni si sono fortemente ridotte; il
valore dei nuovi bandi di gara per le opere pubbliche è
diminuito. Anche nei servizi si sono registrate flessioni
nei livelli di attività.

Nel mercato del lavoro alla tenuta dell'occupazione ha
contribuito in modo sostanziale l'aumento degli occupati fra
i più anziani e le donne. Anche se in misura lievemente più
tenue rispetto alle altre principali regioni del Nord, la
contrazione della domanda di lavoro si è manifestata in un
massiccio calo delle assunzioni di lavoratori dipendenti.
Nostre elaborazioni, spiega Bankitalia, indicano tuttavia
che nei mesi estivi tale dinamica si è accentuata anche per
effetto degli eventi sismici avvenuti su parte del
territorio regionale.

Nel corso dei primi otto mesi dell'anno la consistenza dei
prestiti si è ridotta. All'ulteriore calo del credito alle
imprese, più accentuato in regione rispetto alla media
nazionale, si è aggiunto in corso d'anno quello dei
finanziamenti alle famiglie consumatrici. La debolezza del
quadro congiunturale si è riflessa in un aumento della
rischiosità dei crediti alle imprese non finanziarie. La
raccolta bancaria è aumentata grazie al riorientamento della
ricchezza finanziaria delle famiglie verso i depositi.

Per i prossimi mesi le attese rimangono improntate al
pessimismo. Sulla dinamica attesa del prodotto gravano anche
le conseguenze degli eventi sismici di maggio sul comparto
industriale regionale. A un lieve miglioramento delle
aspettative sull'andamento degli ordini esteri si accompagna
una stasi di quelle relative all'accumulazione di capitale e
alla dinamica del numero di occupati. (Public Policy)

SPE

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