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BANKITALIA: NECESSARIA L'UNIONE BANCARIA NELL'EUROZONA

euro 24 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 24 ott - La crisi del debito sovrano
e il contagio alle banche hanno reso manifesta la necessità
di accelerare il processo di unificazione economica e
finanziaria nell'area dell'euro.

Lo ha detto Luigi Federico Signorini, direttore centrale
per la Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca
d'Italia, nel corso dell'audizione in commissione  Finanze al
Senato : "Alla base dell'idea di una
banking union vi sono fattori sia congiunturali che
strutturali. Quelli congiunturali sono legati alla crisi
finanziaria, e soprattutto alla crisi del debito sovrano
europeo avviata dall'estate del 2011".

Tre i principali fattori strutturali.
In primo luogo, ha detto Signorini, "in un mercato
integrato, perseguire politiche nazionali per contrastare
situazioni di crisi non conduce alla stabilità finanziaria,
poiché le politiche nazionali mirano a massimizzare il
benessere interno, senza tener conto delle esternalità
negative che possono coinvolgere altri Paesi".
Ne discende che "l'identificazione, il monitoraggio e la
valutazione delle vulnerabilità sarebbero meglio effettuate
da un'unica autorità a livello europeo, piuttosto che
attraverso la cooperazione internazionale".

In secondo luogo, ha continuato Signorini, "un sistema di
supervisione bancaria unitario favorisce un'efficace
trasmissione della politica monetaria".
In terzo luogo, infine, "un sistema di supervisione
bancaria unitario riduce la tendenza degli Stati membri a
proteggere i confini finanziari nazionali (ring-fencing),
con effetti positivi sul funzionamento del mercato unico e
sulla crescita economica".

Dopo aver passato in rassegna i passi che sono stati
compiuti negli ultimi mesi dalle Istituzioni europee per
definire una proposta di unione bancaria, il direttore ha
dichiarato che Bankitalia sostiene il processo e valuta nel
complesso positivamente le proposte della Commissione
sull'unione bancaria.

"Esse - ha spiegato - sono solo il primo passo di un
percorso che deve necessariamente comprendere un sistema
europeo per la gestione delle crisi degli intermediari
finanziari".

Una volta approvati il
regolamento sui requisiti di capitale e la direttiva sugli
schemi di garanzia dei depositi, ha sottolineato Signorini,
"il nuovo framework regolamentare europeo contribuirà alla
riduzione dei rischi di contagio derivanti
dall'interconnessione dei mercati finanziari dell'area
dell'euro, all'efficace trasmissione degli impulsi di
politica monetaria nell'area dell'euro e alla riduzione
delle tendenze al ring-fencing degli Stati nazionali".
"Esso - ha rimarcato - è un presupposto necessario per
rompere il circolo vizioso tra rischio di credito e rischio
sovrano".

Attenzione a mantenere l'efficacia, la qualità e il rigore
nello svolgimento dell'attività di vigilanza bancaria.
"A tale scopo - ha aggiunto Signorini - l'accentramento
presso la Banca centrale europea della vigilanza su tutte le
banche dell'area dell'euro non potrà prescindere dalla
definizione di meccanismi che prevedano un forte
coinvolgimento dell'autorità di vigilanza nazionali".
Il direttore Bankitalia ha parlato della necessità di
garantire anche ai parlamenti nazionali un ruolo adeguato
nel processo di valutazione dell'attività svolta dalle
autorità di vigilanza.

"Andranno garantite - ha detto - forme adeguate di
partecipazione all'attività del Supervisory Board anche alle
autorità di vigilanza dei Paesi al di fuori della zona
dell'euro che hanno aderito al Single Supervisory Mechanism".
Signorini ha così concluso: "L'accentramento presso la
Bce dei poteri di supervisione sulle circa 6.000 banche
dell'area dell'euro imporrà presidi rafforzati per garantire
che non siano compromessi gli standard di qualità e di
efficacia dei controlli.

La complessità delle attività di
tipo organizzativo e operativo necessarie per realizzare il
trasferimento delle responsabilità di vigilanza alla Bce
richiede la predisposizione di una chiara e realistica
roadmap, con passaggi intermedi formalizzati e condivisi. La
Banca d'Italia ha contribuito e contribuisce alla
definizione della roadmap". (Public Policy)

SPE

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