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BANKITALIA: RAPPORTO DEBITO/PIL IN CALO ANCHE IN CONDIZIONI SFAVOREVOLI

12 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 12 nov - Il rapporto debito/Pil
potrebbe scendere dal 126,4% nel 2012 al di sotto del 120%
nel 2015 e al 102 nel 2020; l'avanzo primario nel 2017
salirebbe al 6%.
E' uno degli scenari ai quali si approda in base a vari
esercizi di natura contabile (contenuti nel "Rapporto sulla
stabilità finanziaria" diffuso oggi dalla Banca d'Italia),
che esaminano la dinamica del debito pubblico.
Le analisi prendono come scenario di base le previsioni
governative del settembre 2012 sul debito e sulla crescita
economica fino al 2015, che scontano un quadro
macroeconomico sensibilmente più sfavorevole di quello di
aprile.

Per gli anni successivi si ipotizza il mantenimento del
pareggio di bilancio in termini strutturali, assumendo che
il costo medio del debito e la crescita rimangano costanti
ai livelli del 2015.
In questo quadro, come detto sopra, il rapporto
debito/PIil, pari al 126,4 % nel 2012, scenderebbe
lievemente nel 2013, portandosi al di sotto del 120% nel
2015 e al 102 nel 2020; l'avanzo primario che assicura il
pareggio di bilancio salirebbe al 6% nel 2017 per poi
scendere al 5,4 nel 2020.

Per valutare l'impatto di uno shock al costo dei
finanziamenti, in un primo scenario alternativo si è
ipotizzato che da gennaio del 2013 i tassi sui titoli
pubblici a lungo termine di nuova emissione siano più
elevati di 1,5 punti percentuali rispetto alle previsioni
del Governo (il differenziale di rendimento tra i titoli
decennali italiani e quelli tedeschi tornerebbe a 500 punti
base) e che ciò si ripercuota negativamente sul prodotto.
In un secondo scenario alternativo, simmetrico al
precedente, una riduzione di pari importo dei tassi
porterebbe lo spread a 200 punti base, in linea con il
valore che diverse analisi giudicano coerente con i
fondamentali dell'economia italiana.

I risultati indicano che anche nello scenario sfavorevole
il rapporto debito/PIL continuerebbe a ridursi, pur se meno
rapidamente (al 113% nel 2020); il pareggio di bilancio
richiederebbe tuttavia un avanzo primario crescente, fino al
7% del Pil nel 2017.
Nel secondo scenario il debito pubblico scenderebbe al di
sotto del 110% del Pil in 5 anni, e al 90 nel 2020; l'avanzo
primario necessario per mantenere il pareggio di bilancio
diminuirebbe alla fine del periodo previsivo al 4% (un
valore di poco superiore a quello medio nei 15 anni
precedenti la crisi).
La riduzione del rapporto debito/Pil sarebbe lievemente
maggiore (tre punti di Pil) se l'avanzo primario fosse
mantenuto costante al livello previsto per il 2015. (Public
Policy)

SPE

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