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BCE, DRAGHI: POLITICHE MONETARIE RIMARRANNO ACCOMODANTI /FOCUS

euro 07 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 7 mar - Le nostre politiche
monetarie "rimarranno accomodanti, per tutto il tempo
necessario". Questo "darà un contributo positivo
all'economia e meno frammentazione del credito", ma i
governi "devono proseguire con interventi strutturali e
consolidamento fiscale". Mario Draghi, presidente della Bce,
ha spiegato ai giornalisti in conferenza stampa le linee di
intervento della Banca centrale per il 2013.

Alcuni dati di contesto: i prezzi al consumo, riferisce la
Bce, hanno continuato a scendere, e in febbraio sono caduti
sotto il 2%. Le previsioni di inflazione, secondo Draghi, si
manterranno contenute per i periodi rilevanti per la
politica monetaria, e proprio per questo aspetto la Banca
centrale potrà preseguire con una politica accomodante di
espansione monetaria, mantenendo invariato il tasso di
interesse allo 0,75%.

Ma per l'economia reale, è la valutazione della Bce, i dati
segnalano ancora debolezza nell'area euro. Una condizione
che, ha detto Draghi, "si è estesa all'inizio dell'anno,
insieme a segni di stabilizzazione per vari indicatori, se
pur a livelli bassi".

Gli aggiustamenti nei bilanci pubblici
e privati, secondo l'istituto di Francoforte, continueranno
a pesare sull'attività economica, con un graduale recupero
più avanti nel 2013 "supportato da un rafforzamento della
domanda globale e dalla nostra politica monetaria
accomodante". Per supportare la fiducia, tuttavia, ha
ribadito il presidente dell'Eurotower, "è essenziale che i
governi proseguano nelle riforme strutturali e portino
avanti i progressi fatti nel consolidamento fiscale, oltre
che proseguano nella ristrutturazione del settore
finanziario".

Questo vale anche per
l'Italia. "Posso dire che l'Italia come tutti gli altri - ha
risposto Draghi a un giornalista - dovrebbe continuare nelle
riforme strutturali, l'unica via per ristabilire la
crescita, e mantenere il consolidamento fiscale, necessario
per la credibilità e in ultima istanza per avere più credito
all'economia reale".

Replicando alle domande sull'incertezza generata dal
risultato elettorale, Draghi ha ricordato l'andamento dei
mercati, "tornati dov'erano prima", dopo l'eccitazione
immediatamente successiva alle elezioni. "I mercati
capiscono che siamo in democrazia", ha detto ancora,
ricordando come l'area euro sia composta da 17 Paesi, il che
significa 34 elezioni ogni 3-4 anni. "E sono meno
impressionati dei politici". Inoltre, dato il modo in cui è
stato impostato, "il consolidamento fiscale in Italia andrà
avanti in pilota automatico".

Più formale invece la risposta di Draghi sulle difficoltà,
per l'Italia, di chiedere l'attivazione delle Omt (Outright
monetary transaction, l'acquisto illimitato della Bce di
obbligazioni pubbliche da 1 a 3 anni a sostegno di un
Paese), data la mancanza di un governo e di una maggioranza
parlamentare: "Gli Omt ci sono, e rimangono dove sono, sono
efficaci, ma la palla è nelle mani dei governi".

Ogni settimana, ha scherzato il presidente della Bce, c'è
una nuova "angoscia" economica, riguardante l'Europa. Una
riguardava l'operato della 'Troika' e il ruolo svolto dalla
Bce di concerto con la Commissione europea e il Fmi. Su
questo Draghi ha sgombrato ogni dubbio: "Non abbiamo preso
nessuna decisione sotto alcuna pressione politica di nessun
tipo. C'è molta evidenza della nostra indipendenza
politica".

Altra "angoscia settimanale", (del passato in questo caso,
perché riferita alle Ltro, piani di prestito a 3 anni della
Bce alle banche, avviati nel 2011) per Draghi è stata quella
degli squilibri di bilancio della Banca centrale, per
sostenere la liquidità del sistema durante la crisi.

"Riguardo alla situazione di liquidità delle banche - ha
spiegato Draghi - le controparti hanno finora ripagato 224,8
miliardi di euro dei 1.018,7 miliardi ottenuti con le due
Ltro attuate nel dicembre 2011 e nel marzo 2012".

In termini netti, riferisce la Bce, questo significa che
della crescita nel volume di rifinanziamento delle banche
attraverso le operazioni di politica monetaria della Bce,
pari a circa 500 miliardi, circa 200 miliardi sono stati
ripagati.

"Questi rimborsi - ha commentato Draghi - riflettono
miglioramenti nella fiducia dei mercati finanziari negli
ultimi mesi e la riduzione della frammentazione dei mercati
finanziari". (Public Policy)

LEP

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