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Berlusconi, FI-Lega-Ncd-PI-Gal: grave scelta Grasso, è politica

berlusconi 06 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Non solo Forza Italia. Questa mattina anche Lega, Gal, Ncd e PI hanno preso la parola nell'Aula del Senato contro la decisione del presidente Pietro Grasso, in disaccordo con quella del Consiglio di presidenza, di costituire palazzo Madama parte civile nel processo sulla compravendita dei senatori. Il primo è stato Paolo Romani di Fi, chiedendo che Grasso riferisca in Aula.

Poi la stessa richiesta è arrivata da Ferrara di Gal, Massimo Bitonci della Lega, Maurizio Sacconi (Ncd) e Tito Di Matteo di Pi. "Ci chiediamo perché - ha detto Bitonci - non ha rispettato la decisione del Consiglio di presidenza. Così non rappresenta più i senatori, facendo una scelta politica. Ha dimostrato che non è imparziale e non garantisce la volontà dell'ufficio di presidenza e della maggioranza, che però gli fa comodo quando c'è da colpire una persona".

"Da oggi - ha detto Sacconi - questa istituzione è diversa. Qualcosa di grave è avvenuto. Quella terzietà che dovrebbe caratterizzare la figura del presidente è venuta meno. E le ragioni sono tutte politiche, crando un precedente pericoloso". "Stamattina mi trovo parte civile in un processo in cui non avrei voluto essere - ha detto Tito Di Maggio di Per l'Italia - la decisione di Grasso per due motivi: aver confuso la morale con il moralismo e l'Aula del Senato come l'aula di un tribunale".

Il capogruppo di Sc Gianluca Susta, pur premettendo di "rispettare la decisione di Grasso, che è stata fatta nel pieno esercizio delle proprie funzioni", sottolinea come sia stato invece a suo modo di vedere sbagliato il richiamo "alla decisione morale. Così - sottolinea Susta - si divide il Parlamento tra morale e immorale" e questo "è inaccettabile". (Public Policy)

VIC

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