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Il problema di Booking.com con il ddl Concorrenza

booking 10 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - Se l'art. 32 del ddl Concorrenza fosse modificato abolendo la clausola di parità tariffaria tra piattaforme online di prenotazione alberghiera e sito dell'albergo "si rischia di favorire solo le grandi catene alberghiere, in gran parte straniere, e di danneggiare la piccola struttura familiare italiana che è l'ossatura alberghiera italiana. Si danneggia booking.com ma anche il Paese perchè nel medio periodo i piccoli albergatori avranno più difficoltà ad avere visibilità internazionale con una conseguente calo dei flussi turistici verso il nostro Paese".

Lo ha detto Andrea D'Amico, regional director Italia di booking.com a margine di un'audizione in commissione Trasporti alla Camera.

"Il rischio è che se l'utente trovasse sempre tariffe più vantaggiose sul sito dell'albergo utilizzerebbe booking.com come una sorta di guida gratuita comportando, da parte nostra, un calo degli investimenti per la visibilità delle strutture che dovrebbero farsi carico di queste spese", ha aggiunto D'Amico parlando ancora delle possibili modifiche all'art. 32 del Concorrenza, l'ultimo rimasto da votare.

Con l'approvazione dell'emendamento, infine, "si andrebbe in contrasto con la recente decisione dell'Antitrust che ha ritenuto che le modifiche che booking.com ha volontariamente apportato a livello europeo sono assolutamente compatibili con le regole della concorrenza", ha concluso il manager. (Public Policy) FRA

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