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BORSELLINO, NAPOLITANO: UN ESEMPIO CHE HA DATO PIÙ FORZA ALLA SOCIETÀ CIVILE

BORSELLINO, NAPOLITANO: UN ESEMPIO CHE HA DATO PIÙ FORZA ALLA SOCIETÀ CIVILE 19 luglio 2013

BORSELLINO, NAPOLITANO: UN ESEMPIO CHE HA DATO PIÙ FORZA ALLA SOCIETÀ CIVILE

IL MESSAGGIO DEL CAPO DELLO STATO PER IL 21° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE

(Public Policy) - Roma, 19 lug - Il 19 luglio del 1992 il
giudice Paolo Borsellino fu assassinato, insieme con la
scorta, dalla mafia con un'autobomba, 57 giorni dopo
l'omicidio dell'amico e collega Giovanni Falcone. Il
presidente della Repubblica, in occasione del 21esimo
anniversario del criminale vile agguato di via d'Amelio, ha
inviato a Manfredi Borsellino un messaggio nel quale rende
"commosso omaggio alla memoria di Paolo Borsellino e di
Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li
Muli e Claudio Traina, addetti alla sua sicurezza".

Ha scritto Giorgio Napolitano: "Come ho ricordato il 23
maggio scorso, con i tragici attentati del 1992 in cui
persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
'L'Italia fu ferocemente colpita nelle persone di suoi
servitori eccezionali, di grandi magistrati, di autentici
eroi di quella causa della legalità e della difesa dello
stato costituzionale con la quale si erano identificati'.

L'esempio e l'eredità che Paolo Borsellino ci ha lasciato -
come tutti coloro che si sono sacrificati per tutelare i
valori di giustizia, libertà e democrazia - sono oggi alla
base delle iniziative sempre più numerose che spontaneamente
si sviluppano nella società civile contro ogni forma di
violenza e di insidiosa infiltrazione della criminalità
organizzata".

Il capo dello Stato ha così concluso: "Nel suo ricordo mi
stringo ai familiari, rinnovando i sentimenti di gratitudine
e di solidarietà di tutti gli italiani".

BORSELLINO, GRASSO: UN GRANDE MAESTRO. SERVONO ALTERNATIVE ALL'ILLEGALITÀ

(Public Policy) - Roma, 19 lug - "Paolo Borsellino ha
sacrificato la sua vita perchè la nostra fosse migliore; ha
vissuto e lavorato per la giustizia, considerandola non solo
una professione, ma prima di tutto una missione. Oggi voglio
ricordare non solo il magistrato con il quale ho avuto la
fortuna di lavorare, ma anche l'uomo che ho avuto il
privilegio di conoscere e di apprezzare nelle sue qualità
più intime e personali". Lo ha detto il presidente del
Senato, Piero Grasso, commemorando il 21° anniversario
dell'attentato di via D'Amelio del 19 luglio 1992, in cui
perse la vita il giudice Paolo Borsellino.

"Per me è stato un grande maestro - ha ricordato l'ex
procuratore nazionale antimafia - sempre prodigo di
suggerimenti e di chiarimenti, sempre motivato ad andare
avanti con la serenità di un cittadino comune". Il lavoro di
Falcone e Borsellino, ha detto poi Grasso, "ebbe il grande
merito di creare una rivoluzione culturale, di smuovere gli
animi e le coscienze di tutti coloro che non erano più
disposti ad accettare passivamente la presenza della mafia".

Poi alcune considerazioni sul ruolo del Parlamento e delle
istituzioni, ai cui membri "spetta il compito di promuovere
le riforme necessarie per dare al Paese concrete alternative
all'illegalità e alla sopraffazione". La lotta alla mafia,
dice il presidente del Senato, "non può essere solo una
battaglia di ideali: dobbiamo intervenire sulle condizioni
di sviluppo, sulla capacità dei territori di attrarre
investimenti e risorse professionali, dobbiamo dare ai
magistrati gli strumenti tecnico giuridici e le risorse per
combattere la mafia anche attraverso la repressione dei
reati correlati, a partire da quelli di corruzione, falso in
bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio. Dobbiamo sottrarre
un'intera generazione di ragazzi che non studiano e non
lavorano alle lusinghe del crimine e del potere".

Grasso ha poi commentato l'approvazione di ieri al Senato
della legge che istituisce la commissione parlamentare
Antimafia "un segnale a tutti noi, che accende la speranza
che il Parlamento possa fare la sua parte nella ricerca
della verità", e ha ricordato l'approvazione, da parte della
Camera dei deputati, della modifica dell'art. 416-ter sullo
scambio politico-mafioso, "una risposta ai circa 275.000
cittadini che hanno firmato la campagna 'Riparte il futuro',
promossa da Libera e sottoscritta da deputati e senatori di
tutti i gruppi parlamentari".

Grasso ha sottolineato la necessità di approvare questa
legge entro la pausa estiva, motivo per cui ha fatto
assegnare alla commissione Giustizia del Senato in sede
deliberante il provvedimento.

BORSELLINO, BOLDRINI: NON SI SPEGNE LA RICHIESTA DI VERITÀ E DI GIUSTIZIA

(Public Policy) - Roma, 19 lug - "Non sono passati invano i
ventuno anni che ci separano dalla strage di via D'Amelio.
Nel giorno in cui l'Italia commemora Paolo Borsellino
insieme ai cinque agenti della sua scorta, possiamo misurare
quanto sia profondo il segno che ha lasciato la sua
testimonianza".

L'ha detto la presidente della Camera Laura
Boldrini, che poi ha aggiunto: "Non si spegne la richiesta
di verità e giustizia su quella terribile stagione di
sangue, ed è anche nel nome di Borsellino che va avanti il
lavoro di indagine dei magistrati. A distanza di tanti anni
il suo esempio continua a suscitare partecipazione in
ragazzi che all'epoca dell'attentato non erano ancora nati:
le idee di Falcone e Borsellino hanno davvero camminato
sulle gambe di quei giovani, e hanno animato migliaia di
iniziative nelle scuole italiane per far crescere una
cultura di contrasto alle mafie".

Boldrini ha continuato: "E oggi possiamo dire più
credibilmente che anche nell'attività politico-istituzionale
sentiamo il dovere di essere coerenti con la storia e
l'impegno di Paolo Borsellino: l'approvazione unanime alla
Camera, martedì scorso, della riforma del voto di scambio
politico-mafioso - arrivata in risposta alla campagna di
mobilitazione della società italiana promossa da don Ciotti
e da 'Riparte il futuro' - è un segno in più del fatto che
il Paese mantiene vive la memoria e la gratitudine verso
quegli eroi civili".

"Sono i sentimenti - ha concluso la presidente della Camera
- che ho voluto esprimere anche al figlio del giudice
Borsellino, Manfredi, al quale ho telefonato per invitarlo
prossimamente a Montecitorio e per chiedergli di far
arrivare a tutti i familiari l'abbraccio solidale
dell'intera Camera dei deputati". (Public Policy)

LEP-SPE

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